I motori di ricerca "crescono"
Riccardo Anselmi
Anche se in Italia e gran parte del globo è così, a cominciare dagli Stati Uniti, le ricerche online non fanno necessariamente rima con Google. L'eccezione più eclatante a questa regola non scritta del web ce la dà la Cina attraverso Baidu, il quale, pur essendo limitato entro confini ben definiti, raccogliendo più del 50% del traffico nazionale non solo è il primo motore di ricerca del proprio paese, ma il sesto sito più consultato al mondo secondo le classifiche di Alexa, una società di proprietà di Amazon specializzata nell'analizzare quanti sono e dove puntano i nostri clic una volta acceso il computer. In effetti, al di là del colosso Baidu, oggi parlare di ricerche online come le si intendeva in passato sarebbe riduttivo.
Il web, anche e soprattutto quello di Google, sta vivendo profonde trasformazioni. Basta aprire il browser, il programma che usiamo solitamente per accedere a internet, sia esso Explorer o Firefox, Opera o Chrome, per farsene un'idea. Può sembrare poca cosa, ma il nuovo look della homepage di Google, che dopo anni di monocromatismo ha smesso di essere tutta bianca, appare già come una dichiarazione di intenti. Adesso, infatti, una barra scura in alto pone in maggiore evidenza quei servizi che, se un tempo si definivano accessori o per utenti avanzati, ormai appartengono al corredo minimo di un viaggiatore deciso a salpare per il mare magnum del web.
Ci viene ricordato così come, oltre al solito campo di ricerca, esistano parecchi strumenti e funzioni da padroneggiare per muoversi con sempre più precisione e consapevolezza in un universo digitale che cresce a dismisura nel quale è diventato facile perdersi. Un colpo d'occhio a quanto di più offra in realtà internet lo mostra, tra il serio e il faceto, una vetrina sperimentale nata proprio da una costola del Google classico, What do you love (www.wdyl.com) che alla tipica domanda «cosa cerchi?» sostituisce l'accattivante «cosa ami?», costruendo una rete di collegamenti a mo' di patchwork multimediale che spaziano dai video alle fotografie, dai libri alle mappe, dai blog alle notizie, dal voip alle email, dalla tavolozza al traduttore, dal telefonino all'agenda virtuale. Recentemente sono poi state introdotte le ricerche vocali e per immagini, a partire da un file conservato nell'hard disk.
Ma i leit motiv dei prossimi mesi saranno probabilmente social network e geolocalizzazione, due grossi temi su cui non sta investendo appena Google, ma un po' tutti i big del web searching, da Yahoo a Bing, l'alternativa di Microsoft che ultimamente spinge l'acceleratore su queste piccole grandi rivoluzioni. Se il sogno è un computer in grado non semplicemente di elencare una serie di risultati inerenti al quesito, quanto piuttosto rispondere in maniera corretta a ogni domanda,
l'obiettivo del presente è circoscrivere una fetta di internet a misura di
ciascuna persona, tenendo conto
di aspetti come l'area geografica
(Google permette di effettuare una scrematura delle ricerche in base ai luoghi), i propri gusti e quelli degli amici (Oltreoceano è in corso la sperimentazione del bottone «mi piace» anche per i siti elencati nelle ricerche web).
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