Carta Erasmus: summit di 150 studenti stranieri
di Antonella Cortese
Tra i vari luoghi che la nostra città offre ai giovani per incontrarsi, c’è n’è uno «speciale» che ha aperto le sue porte agli studenti stranieri in Erasmus a Parma. Questo luogo è il Teatro al Parco che ha visto riuniti nel suo foyer circa 150 ragazzi stranieri di diversa provenienza in occasione della consegna della Carta Erasmus.
L’iniziativa è stata organizzata dall’ufficio Scambi didattici internazionali dell’Università di Parma e dal Teatro delle Briciole Solares Fondazione della Arti, che non sono nuovi a collaborazioni e a attività di promozione culturale. La Carta Erasmus, infatti, è una iniziativa a cura del Teatro delle Briciole indirizzata agli studenti Erasmus e agli iscritti all’associazione Erasmus Esn-Assi che prevede la possibilità di acquisto di un carnet di quattro entrate alla rassegna «Proposte di teatro contemporaneo 2011/2012» del Teatro delle Briciole a prezzo ridotto. Alessandra Belledi, direttrice del Teatro delle Briciole, osserva: «Il nostro teatro ha una forte vocazione internazionale, che esprime sia nella programmazione che nella produzione di spettacoli indirizzati a un pubblico eterogeneo per età, lingua e cultura. In particolar modo è aperto ai linguaggi e alle tematiche della contemporaneità tanto cari ai giovani. Il nostro foyer, in questa occasione, è diventato l’agora dove, oltre all’aperitivo, abbiamo avuto modo di parlare di teatro e mostrare loro come il teatro “vive”, tra prove, laboratori per adolescenti e spettacoli prossimi al debutto». Sarah, studentessa tedesca a Parma da due mesi, spiega: «Ho saputo dell’iniziativa durante il corso d’italiano e alle riunioni di facoltà, così sono venuta per vedere quanto sia diverso un teatro italiano da quello tedesco. Mi è piaciuto vedere le prove degli spettacoli e, grazie anche alla Carta Erasmus, credo che tornerò a vedere qualche performance». Florence, studentessa parigina, aggiunge: «Per me il teatro è un luogo magico. Sarà perché io scrivo, recito e metto in scena le opere che produco. Mi è molto piaciuto vedere lavorare gli attori italiani e ho scoperto un uso dei suoni e delle luci veramente sorprendente e innovativo!». Insomma, paese che vai, teatro che trovi.
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