Scuola di polizia all'università: il questore sale in cattedra
di Roberta Vinci
Entusiasmo e impegno sono i requisiti indispensabili per una carriera in polizia. Lo ha ribadito più volte Salvatore Longo, questore di Parma, durante un incontro con gli studenti di Giurisprudenza e Scienze politiche. Nell'aula dei filosofi, ieri mattina, in occasione del ciclo di incontri organizzati dalla facoltà di Legge di Parma, al fine di «presentare» ai giovani le sfide che gli operatori del diritto affrontano nella loro carriera. Presente anche Roberta Cicchetti, dirigente dell’Upgsp (Ufficio prevenzione generale soccorso pubblico) che ha spiegato ai ragazzi gli «step» necessari per diventare un funzionario della polizia di Stato.
«E' un momento utile per la preparazione professionale - introduce Alessandro Duce, docente della facoltà di Scienze politiche -. Per la scelta degli ultimi esami e per la creazione di un percorso post laurea». Il questore, attraverso un racconto dettagliato della propria esperienza, ha illustrato la sua professione. Le responsabilità, i compiti e il cammino, non semplice ma ricco di soddisfazioni. «Faccio questo mestiere da 36 anni e sono ancora entusiasta della mia scelta», esordisce così. «Per diventare un buon funzionario di polizia serve spirito di sacrificio, senso del dovere, rapidità nel capire come agire legittimamente».
Un cammino che crea nel tempo un legame e un senso di appartenenza all'istituzione. Ha descritto i vari aspetti, i settori e gli uffici che costituiscono la Questura. «Una struttura complessa che collabora per un unico scopo: raggiungere i massimi livelli di sicurezza», spiega. Dalla Polizia anticrimine, di cui fa parte quella scientifica, alla Polizia amministrativa, dalla Squadra mobile alla Digos.
Un excursus chiaro e semplice che offre ai possibili aspiranti una visione completa di questo mondo. Confida la casualità del suo traguardo. «Durante il servizio militare, una collega di università mi propose di tentare il concorso. A me non interessava, ma l'idea di una licenza era allettante - sorride Longo -. Ho superato le prove e, nel 1976, senza alcuna esperienza mi sono trovato sul campo».
Diverso invece per la Cicchetti. Avvocato da 4 anni, sentiva che le mancava qualcosa. «Quiz, prove fisiche, attitudinali, scritti e orale: un percorso impegnativo che ha permesso di realizzarmi appieno». Un'ottima conoscenza del diritto costituzionale, penale, amministrativo, del lavoro, della medicina legale e altro ancora. Requisiti fisici ed età inferiore ai 32 anni. «Bisogna studiare nei tempi stabiliti, ma la rapidità non deve andare a discapito della qualità. Fondamentali le lingue e non limitarsi nelle aspirazioni future», sottolinea Laura Pineschi, preside della facoltà di Giurisprudenza di Parma.
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