Scuola: Rete-Udu, mercoledì di mobilitazioni studenti in 40 città
Domani, mercoledì 9, in una quarantina di città la Rete degli studenti e l’Unione degli universitari si mobiliteranno con assemblee, flash mob, iniziative e manifestazioni in vista del 17 novembre, giornata di mobilitazione internazionale per il diritto allo studio.
«Il tema che domani vogliamo portare all’attenzione dell’opinione pubblica e della politica è, prima di tutto - spiegano le due associazioni in una nota – la drammatica situazione in cui versano l’edilizia scolastica, la sicurezza nelle scuole e il diritto allo studio universitario».
Sottolineando che dalla morte di Vito Scafidi «niente è stato fatto per la messa in sicurezza delle nostre scuole» e che un edificio scolastico su tre non è norma, Rete e Udu chiedono «l'immediata pubblicazione dell’anagrafe nazionale sull'edilizia scolastica tramite la quale programmare gli interventi più urgenti e un piano di investimento straordinario che punti non solo alla messa in sicurezza ma anche all’ammodernamento degli edifici, secondo un criterio ecologico e puntando sulla tecnologia». «E' per questo che già oggi a Palermo si è svolto un sit-in davanti alla sede della Provincia e che domani ci saranno iniziative e flash mob davanti alle scuole, alle sedi istituzionali, nelle piazze più importanti, dai piccoli centri alle grandi città, da Belluno a Caltanissetta passando per Venezia, Bologna, Ancona, Ascoli Piceno, Marsciano (PG), Barletta e Rosolini».
Anche gli studenti universitari domani si mobilitano sul tema del welfare studentesco, del diritto allo studio e del libero accesso ai saperi e alla cultura, con iniziative da Trento a Catania passando per Brescia, Parma, Firenze e l’Aquila: «In un’università come quella italiana dove gli ostacoli sociali per entrarci sono sempre di più, il governo prima taglia i fondi per il diritto allo studio (fino al 95% per i prossimi anni) e poi cerca di portare avanti una riforma al sistema del diritto allo studio di fatto passando da un taglio di finanziamenti a un taglio vero e proprio di studenti».
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