"Medicina: il corso di studi deve essere più rapido"
di Enrico Gotti
«Il percorso di medicina deve essere più rapido». A dirlo è Andrea Lenzi, presidente del Consiglio universitario nazionale (Cun), ospite ieri, nell’aula Canuto dell’università, della Società di medicina e scienze naturali di Parma. Una novità per i futuri camici bianchi è che i tre mesi di apprendistato, con relativo esame di Stato, saranno inseriti all’interno del percorso di laurea. Mentre è ancora da valutare la riduzione della durata delle scuole di specializzazione. «Uno Stato non può reggere un percorso di 11 anni per fabbricare nuovi medici - sostiene Lenzi, alla guida del consiglio che formula pareri per il ministero – Inserire il tirocinio per l’esame di Stato all’interno del percorso di studi è fattibile, è un miglioramento. Sulla riduzione delle scuole di specializzazione dovranno pronunciarsi i nuovi ministri della salute e dell’istruzione».
Sono 47 i decreti attuativi della riforma Gelmini: 16 sono in vigore, 31 rimangono da approvare. Ma il lavoro continuerà, ne è convinto il presidente del Cun: «Portare a termine questo percorso è uno dei compiti del nuovo ministro Profumo. L’università italiana non è in un momento di debolezza, dà esempio di capacità di riforma e di revisione». «È fondamentale la modifica dei dottorati di ricerca – sottolinea Lenzi – Devono essere spendibili in tutto il mondo, in imprese e industrie. Oggi sono soprattutto modellati a immagine dei professori. È necessario tutelare il diritto allo studio, un tema importante in un momento di sofferenza: bisogna continuare a pensare che ci chiamiamo professori perché facciamo didattica agli studenti».
Nel convegno di ieri, accolti da Almerico Novarini, presidente della Società di medicina e scienze naturali, sono intervenuti altri relatori. Il presidente della Conferenza dei presidi delle facoltà di Medicina e Chirurgia, Eugenio Gaudio, ha parlato dei rapporti fra università e servizio sanitario nazionale: «La collaborazione in Emilia-Romagna è al massimo. L’università non è un costo in più, perché porta linfa vitale a tutto il sistema». Leonida Grisendi, direttore generale dell’ospedale Maggiore di Parma, ha auspicato maggiore collaborazione con l’università, come «arma» contro i tagli. «È un momento difficile e fecondo – ha detto Loris Borghi, preside della facoltà di Medicina – dobbiamo cercare di trasformare in opportunità i cambiamenti». Mentre il rettore Gino Ferretti ha definito «epocale» la riforma Gelmini, criticando che «la nuova legge non è adeguata a comprendere interamente la specificità di Medicina». Al termine delle loro relazioni, Eugenio Gaudio e Andrea Lenzi sono stati nominati soci onorari della Società di medicina e scienze naturali.
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