Università: striscioni contro il "caro-tasse"
«Ci avete stratassato l’università» scrivono i ragazzi di Sinistra studentesca universitaria. Due gli striscioni comparsi ieri mattina in città, uno sul ponte di Mezzo, l’altro al Campus.
Li hanno srotolati gli stessi studenti che un mese fa hanno lanciato la campagna «Si laurei chi può», per cambiare le fasce di tassazione. «Abbiamo chiesto un incontro con il Rettore, ma non c’è mai stato» - denuncia il coordinatore di Ssu, Mirko Petronelli. «A Parma chi ha poco paga tanto. E chi ha tanto paga poco» - sintetizza Piera Rovito, studentessa di Giurisprudenza.
«Il sistema di tassazione è assolutamente iniquo. Inoltre, è dato per scontato il diritto alla borsa di studio per gli studenti con famiglie che hanno reddito inferiore a 28.000 euro, non tenendo conto del fatto che tantissimi studenti perdono la borsa di studio per pochissimi crediti o non vi accedono» - sottolineano gli universitari di Ssu, che citano il dossier di Federconsumatori, per il quale Parma è l’ateneo pubblico con le tasse più alte d’Italia per chi ha redditi bassi.
Eppure la nostra università, complessivamente, è meno cara di tanti atenei del nord. La media delle tasse è di 970 euro all’anno, contro 1.263 euro a Modena e Reggio, 1.300 a Venezia, 1.700 al Politecnico di Milano. Sinistra studentesca universitaria è pronta alla raccolta firme per cambiare le fasce di tassazione. «Permetteteci di studiare, tasse più eque» dice lo striscione che è stato appeso al campus, di fronte alla facoltà di farmacia. Una protesta anche contro le rate «fuorilegge», che sono presenti in 33 università pubbliche italiane.
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