Giurisprudenza in lutto per la scomparsa di Frank Micolo
Enrico Gotti
Addio a Frank Micolo, professore di generazioni di studenti, a Giurisprudenza. Aveva 75 anni, era nato ad Amiens in Francia. Se ne è andato all’improvviso lunedì sera, per un malore. «L’ho visto la settimana scorsa in università. Abbiamo parlato delle tesi che dovevamo seguire. È stato uno dei miei maestri, un grandissimo storico del diritto, è stato un professore amato dagli studenti» dice il dottor Edoardo Fregoso, docente di storia del diritto. - Per università di Parma è una grande perdita. Per Giurisprudenza è un altro duro colpo dopo la scomparsa di Giorgio Cugurra. Erano professori molto amati, erano l’anima della facoltà». Frank Micolo insegnava storia del diritto italiano e diritto comune. Abitava a Casalmaggiore, era innamorato del Po. Anche dopo la pensione, aveva continuato a insegnare, come professore a contratto. Si era formato a Parma, centro di tutta la sua carriera. Faceva parte della grande serie degli storici del diritto parmense, con Gualazzini e Pecorella, suoi maestri. «Era un gran signore, una splendida persona, con squisita sensibilità e grande cultura. Riusciva a instaurare un rapporto speciale con gli studenti, che tornavano a trovarlo anche dopo la laurea» ricorda il professore Giorgio Pagliari.Anche chi non ha concluso gli studi, al primo anno, se lo trovava davanti all’esame, per aver scelto il corso di diritto comune. «Ricordo l’amore che ha saputo trasmettere per la storia del diritto, - dice l’avvocato Enrico Prost, che è stato suo allievo – ricordo anche il rigore intellettuale e la profonda umanità. Ha saputo essere non solo e non tanto un professore che insegna dalla cattedra dell’accademia ma un docente nel senso più profondo». Micolo faceva parte del dipartimento di studi giuridici e sociali, continuava a fare lezione, anche se in pensione, come professore a contratto. Uno dei suoi ultimi lavori era stata la cura di un libro sul diritto ai tempi di Maria Luigia, ma l’attenzione di una vita era stato il medioevo, nelle sue fonti normative e giurisprudenziali. «Fino all’ultimo è stato lucidissimo nell’esposizione delle sue convinzioni scientifiche, peraltro accompagnate da profonda onestà e capacità di ascolto degli studenti e delle opinioni altrui - ricorda Prost - Era un professore a tutti gli effetti, non si limitava a fare la propria lezione, dava spunti agli studenti, trasmetteva l’amore per i testi antichi, svolgeva sua attività con
rigore, scrupolo, passione autentica».
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