Lisa Oppici
«A Parma i nuovi dipartimenti potrebbero partire tra aprile e maggio e il nuovo senato e consiglio di amministrazione all’inizio dell’estate».
Il rettore Gino Ferretti lo dice quasi in chiusura della sua relazione, nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico 2011-2012, con uno scorcio sulla «università che verrà» alla luce degli adeguamenti alla Riforma Gelmini.
Una relazione che «forse ha un taglio un po’ ragionieristico ma utile a ragionare», ammette Ferretti, riconoscendo che i conti, in quella relazione, pesano parecchio. Circa tre quarti dell’intervento del rettore sono infatti sulla «stretta finanziaria» e sulle azioni che l’ateneo ha dovuto compiere per farvi fronte: tagli al fondo di finanziamento ordinario, equilibri difficili, incertezza sui finanziamenti in arrivo, contenimenti sul fronte del personale e altro ancora, a definire un quadro di rigore imposto dalle normative e dal contesto. Una politica d’ateneo che comunque consentirà «di sfruttare pienamente, già da quest’anno, i nuovi concorsi che il Ministero riprenderà a fare e di essere attivi nelle nuove occasioni di rilancio della programmazione e dello sviluppo del personale».
Una politica di rigore e di attenzione che ha comportato non poco impegno, ma che per Ferretti ha delineato un quadro locale non sconfortante: «Questa è una università con un bilancio in pareggio reale e in grado di generare ulteriormente risorse per garantire i propri duemila dipendenti, le famiglie e i propri studenti».
Secondo grande capitolo, appunto, la Riforma Gelmini, con il percorso di adeguamento che anche il nostro ateneo sta compiendo: «Lunedì scorso ho emanato con decreto il nuovo statuto dell’ateneo e l’ho inviato alla Gazzetta ufficiale per la pubblicazione», annuncia il rettore, che poi ipotizza appunto per primavera ed estate nuovi dipartimenti, nuovo senato e cda: «Naturalmente la tempistica dipenderà anche dai colleghi e dalla rapidità nella condivisione delle nuove aggregazioni. Ritengo tuttavia che nella costruzione delle nuove strutture le maggiori difficoltà si avranno sul fronte del personale tecnico amministrativo. Si tratta infatti di dimezzare il numero dei Dipartimenti e di eliminare le segreterie delle presidenze, ridisegnare l’organizzazione per l’offerta didattica, per le carriere studenti, per la gestione degli spazi e così via».
In chiusura alcuni riferimenti all’edilizia, con la conclusione di interventi e ristrutturazioni di rilievo, e un riferimento alle «tensioni» manifestatesi dentro e fuori l’università: «Quello che si deve fare – ammonisce Ferretti - è riprendere e rimeditare i valori fondanti dello stare insieme delle comunità, i valori prepolitici della nostra società il cui riconoscimento e la cui condivisione hanno plasmato le leggi fondamentali e dato autorevolezza alle istituzioni, le quali sono importanti perché operano per tali valori».
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