Glendi è il nuovo preside di Giurisprudenza. Ma andrà in pensione nel giorno dell'insediamento
Cesare Glendi è il nuovo presidente della facoltà di Giurisprudenza. L'elezione è avvenuta oggi al primo turno, relativamente al quadriennio 2009-2013. Il mandato inizia il 1° novembre 2009 e termina il 31 ottobre 2013. In realtà si tornerà a votare all'inizio dell'anno accademico, in ottobre, perché proprio il 1° novembre 2009 Glendi andrà in pensione per raggiunti limiti di età. Glendi entrerebbe in carica immediatamente solo nel caso in cui il preside uscente dovesse dimettersi prima di novembre.
Su 84 aventi diritto al voto hanno votato in 73. La maggioranza richiesta in questa prima giornata di votazioni è di 43 voti.
La Commissione elettorale, presieduta dal professor Giorgio Cugurra, ha comunicato questo risultato:
• Prof. Cesare Glendi 58
• Prof. Alberto Cadoppi 1
• Prof.ssa Laura Pineschi 1
• Prof. Pietro Vagliasindi 1
• Schede bianche 8
• Schede nulle 4
«Sono contento - ha detto il professore, conosciuto in tutto il Paese come il padre del processo tributario - è un segno di stima che io ricambio». Glendi, genovese di nascita e docente di diritto processuale civile, dovrebbe rimanere in carica dal 1 novembre 2009 al 31 ottobre 2013. Dovrebbe. Perché, per raggiunti limiti di età, Glendi andrà in pensione da quello stesso prossimo primo novembre. E lì, c'è chi dice si dovrà rifare una nuova elezione. Ma lo stesso Glendi rassicura: «Il rapporto con l'Università non finirà. In realtà, la data del mio riposo è stabilita per la fine del 2011. Per cui si dovrà attendere che la Corte Costituzionale si pronunci in merito al decreto Gelmini». A qualcuno è infatti parsa come una nomina un po' inusuale: il «mistero» dietro le votazioni a Giurisprudenza. «Ma io - prosegue Glendi - non ho chiesto voti a nessuno. E' stato tutto spontaneo». Ad altri, invece, è parsa un'elezione doverosa, che ha voluto sottolineare l'importanza della carriera di un professore non comune. Un professore, simpatico, attento agli studenti e che ha dato davvero tanto al mondo universitario: una vita intera. «Ho sempre avuto una concezione ludica delle lezioni - ricorda Glendi - e un un grande rapporto con i miei allievi».
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