Laura Birra
Da San Paolo a Milano, passando per Forte dei Marmi ed approdando, infine, a Parma. E poi viaggi in Francia, Germania, Inghilterra, Grecia: quando si dice cittadino del mondo. Sergio Lemori, 24 anni, studente di Scienze della comunicazione, è uno che di posti ne ha girati parecchi.
Nato in un paese vicino San Paolo, in Brasile, ad otto anni Sergio è arrivato in Italia: <Ho vissuto a Forte dei Marmi con i miei genitori fino a 18 anni, poi ho sentito che volevo essere indipendente>. Così, questo ragazzone alto, con due bellissimi occhi castani è approdato a Milano con il sogno di diventare modello: <Non è stato facile: hai 18 anni e pensi di spaccare tutto, di poter diventare quello che vuoi, ma il mondo della moda non è semplice>.
L'espressione ridente dei suoi occhi diventa seria, quando parla del suo periodo milanese: <All'inizio lavoravo da Mc Donald's e intanto ero in giro per agenzie di moda, sperando che qualcuna mi desse da lavorare. Quando poi ho finalmente cominciato a posare per servizi fotografici, è stato un periodo strano: avevo soldi, conoscevo tanta gente, ma dopo due anni sentivo che era tutto effimero, sterile. E' un mondo strano quello della moda: riesci a farti pochi veri amici perché tutti sembrano usarti>.
Labbra carnose e un sorriso da pubblicità, spalle larghe e fisico proporzionato: non è difficile immaginarsi questo ragazzo posare davanti all'obiettivo. Ma dopo pochi anni Sergio ha capito che la sua strada non era la moda: <A un certo punto ho deciso di tornare sui libri: venivo dal liceo classico ed avevo sempre il pallino degli studi lasciati a metà. E poi volevo allontanarmi da tutto il caos di Milano, trovare un posto più tranquillo dove potermi dedicare allo studio e Parma era la città ideale. In futuro mi piacerebbe entrare nell'ambito della comunicazione, magari della pubblicità: questa volta però, dalla parte di chi la crea, non di chi sta davanti all'obiettivo>.
A Parma, Sergio vive da solo. Ha preso in affitto un monolocale in centro: <Amo stare tra la gente, ma nello stesso tempo continuo a sentire una grande spinta di indipendenza. In fondo ce l'ho sempre avuta. Per questo preferisco abitare da solo: va benissimo la compagnia, stare insieme agli amici, ma poi ho bisogno dei miei spazi, di un posto solo mio>.
Una doppia anima quella di Sergio, che si divide tra voglia di tranquillità e il divertimento, che cerca a Milano: <Ho una cara amica lì, così, quando non sono sotto esame, torno a trovarla ed andiamo in giro a far baldoria>.
Porta nel cuore l'allegria del Brasile, Sergio, un paese di cui ci spiega pregi e difetti: <Lì la gente vive “alla giornata”, senza pensare al telefonino, al vestito, alla scarpa firmata. Va in giro così: ciabatte ai pedi e cuore leggero, pensa a godersi il giorno che ha davanti. Non c'è la frenesia che abbiamo in Italia, dove tutti si fan prendere dall'ansia e corrono, corrono, corrono. Il Brasile però, ha una doppia faccia: una semplicità estremamente bella da un lato, che si tramuta in una grande povertà dall'altro: la gente affronta problemi molto più seri di quelli che possiamo immaginare in Italia>.
Da sedici anni vive a Forte dei Marmi, Sergio, in una casa con un bel giardino e il prato fiorito: <E' quello il posto in cui sono cresciuto, ma le mie origini le porto sempre con me>.
E se gli chiedi <Ma tu appartieni più a al Brasile o all'Italia?>, ti risponde: <Mah... Io vengo da San Paolo ma sono cresciuto a Forte dei Marmi, però sento mia anche Milano e adesso un po' anche Parma: in fondo tutto il mondo è paese>
Fotogrammi
Un modo di dire, una citazione
<A me 'un mi inciucci!> (toscano: <Non me la fai>)
<Canta o meu coracao alegria voltou, tao feliz a manha desde amor> (da una canzone brasiliana: <Canta il mio cuore l'allegria è tornata, tanto felice la mattina perchè c'è l'amore>).
Dice di sé
<Sono allegro e amante della compagnia, ma a volte mi accorgo di parlare troppo. Amo leggere, viaggiare, incontrare gente nuova. Non amo quelli che si fingono miei amici per avere qualcosa in cambio e quelli che si piangono addosso. Bisogna guardare sempre il bicchiere mezzo pieno>.
Dice del suo corso di laurea (Scienze della comunicazione)
<Sono rimasto deluso da questo corso di laurea, perché non è né carne né pesce: mi sono iscritto pensando che potesse darmi una formazione a 360 gradi per lavorare nell'ambito della comunicazione; in realtà secondo me alla fine degli studi sai tutto e niente>.
Dice di Parma
<E' la città ideale per studiare: le biblioteche funzionano bene ed è tranquilla e questo è un toccasana quando devi preparare gli esami. Dal punto di vista dei divertimenti, però, non mi piace particolarmente: non c'è molto per i giovani>.
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Caterina Kirsten
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