«Ricerche di S/Confine» per un confronto online
È stata presentata nei giorni scorsi ed è in rete Ricerche di S/Confine (www.ricerchedisconfine.info), la rivista nata all’interno del Dipartimento dei beni culturali e dello spettacolo dell’Università di Parma. Un periodico elettronico che nasce in ambito accademico e vuole essere un luogo di confronto rigoroso degli strumenti della ricerca, ma anche una rivista che vuole portare al di fuori dell’accademia il lavoro dei ricercatori, con la volontà, che è uno dei collanti del Dipartimento, di sollecitare il continuo confronto fra le discipline e soprattutto con la realtà, «per tentare, con l’occhio rivolto al passato, di interpretare il presente, per prefigurare il nostro futuro», come dichiarato nel programma. Uno strumento per rispondere, come ha sottolineato il direttore della rivista Luigi Allegri, allo stato d’assedio a cui oggi è sottoposta l’Università, ricercando nuove modalità per la trasmissione dei saperi alle nuove generazioni e per contrapporre almeno luoghi d’incontro virtuali alla rarefazione delle occasioni di confronto culturale reale. Per questo è stata costruita una rivista open source, destinata a crescere, a mutare, a raccogliere contributi diversi, dal tradizionale articolo alla recensione, al dibattito sul blog. Uno spazio flessibile in cui la cadenza annuale potrà essere contraddetta da continui aggiornamenti sullo stato di avanzamento di ricerche e sulle attività promosse dal Dipartimento. Un luogo di confronto e di verifica tra differenti generazioni di studiosi che si aprirà, s/confinando, anche a contributi esterni. «Le immagini del potere» è il tema che è stato affrontato nel primo numero, indagato con approcci differenti e in settori diversi, dal teatro al cinema, dall’arte contemporanea all’architettura, dall’arte medievale alla editoria. Il titolo individuato per il secondo numero, e che è stato annunciato nel corso della presentazione, è invece «Muri». Una scelta dettata dalla volontà di continuare a misurarsi ancora con le riflessioni di Sigmund Bauman che erano state assunte come base di partenza della riflessione: «I confini dividono lo spazio; ma non sono pure e semplici barriere. Sono anche interfacce tra i luoghi che separano», e dunque «le barriere e i muri sono laboratori dove si modellano le nuove società, ma sono per principio valicabili».