Esami di laurea sul prato
Dopo gli studenti de La Sapienza di Roma, che hanno discusso gli esami in notturna per dire no al Ddl Gelmini, anche a Parma è andata in scena una protesta originale: proclamazioni di laurea all’aria aperta.
La facoltà di Agraria dell’università di Parma ha scelto questa via. «Abbiamo deciso di mettere in atto una manifestazione più che altro simbolica e folcloristica, che non danneggiasse gli studenti», spiega il preside della Facoltà, Erasmo Neviani.
Così alcuni di loro, che proprio ieri sono arrivati alla fine del percorso universitario, sono stati nominati dottori sul prato davanti alla sede centrale della Facoltà del Campus. Una cerimonia assolata, «voluta - spiegano i protestatari - per dire no ad un disegno di legge che colpisce in primo luogo i ricercatori».
Una manovra che, quelli dell’Ateneo di Parma, in accordo con i colleghi delle altre università italiane, giudicano «Inadeguata all’obiettivo di miglioramento della qualità della ricerca e della formazione universitaria del paese, lesiva e discriminatoria perchè disattende ogni possibile soluzione al problema del nostro stato giuridico e disconosce il nostro contributo all’offerta formativa universitaria».
«E' un momento difficile per l’Università italiana, che viene messa in condizione di operare in modo non ottimale», conferma Erasmo Neviani.