Due neo ingegneri conquistano il 110 e lode con un robot
di Margherita Portelli
Forse giungerà un tempo in cui il quadrupede fedele sarà destituito in favore dell’androide tuttofare, e il migliore amico dell’uomo inevitabilmente cambierà, per così dire, pelle. Oggi non siamo ancora a quel punto, ma, mentre ci interroghiamo sulla possibilità di un futuro allietato dal provvidenziale servilismo meccanico, qualcosa piano piano sta cambiando. Tanto che due giovanissimi neo ingegneri parmigiani si sono laureati, pochi giorni fa, presentando alla commissione della facoltà di Ingegneria dell’Università di Parma una tesi sulla realizzazione di un vero e proprio robot.
Il massimo dei voti
110 e lode il voto che si sono meritati i ventunenni Andrea Signifredi e Luca Castangia, che nei laboratori di automatica della facoltà hanno dato vita a questo «cibernetico esserino». Robot bipede, per la precisione. In effetti, sono ancora poche le funzioni che l’androide in questione è in grado di espletare: «Si chiama bipede proprio perchè dotato, sostanzialmente, solo di due gambe - racconta Andrea -: la cosa che riesce a fare è spostarsi autonomamente, previa programmazione». I due ragazzi, che l’informatica ce l’hanno evidentemente nel sangue, si sono appassionati all’idea di dare vita a un automa e hanno portato avanti il progetto lavorandoci per circa tre mesi: «Abbiamo lavorato su una costruzione Lego Mindstorm - continua Signifredi -, e oltre ad aver realizzato fisicamente il robot, lo abbiamo programmato in modo da renderlo capace di camminare e seguire le persone». Un progetto impegnativo, quindi, ma da un certo punto di vista anche gratificante e spassoso. «E' stato senza dubbio divertente lavorarci - racconta Luca Castangia -, costruirlo, constatare i progressi». E chissà che emozione deve essere stata per i due laureandi assistere ai primi passi di questo «metallico neonato» senza nome né busto.
Un futuro domotico
Appena all’inizio della loro carriera - si apprestano ora a completare il percorso di studi con la laurea specialistica - i due ragazzi non hanno la certezza su come e quando l’avvento dei robot finirà per rivoluzionare il nostro futuro, ma su alcune cose non hanno alcun dubbio: «Sicuramente tutto sarà sempre più automatizzato - spiegano -. Si parla di "domotico", in riferimento alla robotica nelle nostre case. Il risultato sarà inevitabile: a fronte di una gran comodità saremo tutti un po' più pigri, perderemo gran parte delle nostre capacità e saremo molto meno autonomi». E se ancora crediamo di essere lontani da fantascientifici scenari di intelligenza artificiale, consoliamoci con la letteratura e la cinematografia, ingannando il tempo in attesa che l’androide-amico diventi realtà.
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