Comunicato stampa
L’Unione degli Universitari di Parma (UdU-Parma), esprime totale insoddisfazione circa la posizione assunta dal Senato Accademico dell’Università degli studi di Parma riguardo le proposte di modifica al Regolamento didattico presentate dall’Udu.
Il Senato Accademico, nella seduta di oggi giovedi 18/09/08 , ha rifiutato l’inserimento all’interno del suddetto regolamento di una serie di modifiche che avrebbero, laddove accettate, portato l’Università un passo più vicina alle esigenze degli studenti.
Gli emendamenti presentati riguardavano sia la regolarizzazione, mediante norme scritte, di alcune procedure ormai consolidate, sia il divieto di alcune delle prassi baronali che oggi opprimono l’accademia. Si presentavano proposte come il divieto al docente di visionare il materiale utilizzato dallo studente per la preparazione dell’esame, il divieto alla commissione d’esame di visionare il libretto prima della proposta di voto, la possibilità da parte dello studente di non accettare il voto proposto, ed altre volte allo stesso obiettivo.
Alcune delle modifiche erano volte a garantire, attraverso la previsione di un numero minimo di appelli valente per tutte le facoltà e l’espresso divieto del cosiddetto “salto d’appello”, una certa e proficua carriera accademica per ogni studente.
Questi emendamenti, all’art.34 comma 8, prevedevano la seguente formulazione:
“Per ciascun insegnamento devono essere previsti non meno di sei appelli appelli d’esame, opportunamente distribuiti nell’arco dell’anno accademico. In caso di non superamento dell’esame lo studente ha diritto a sostenere la prova a partire dal primo appello successivo”.
Il Senato Accademico, invece, bocciando i suddetti emendamenti, ha deliberato la possibilità, per ogni facoltà, di derogare al numero minimo di sei appelli d’esame per ogni anno accademico (creando cosi le premesse di un trattamento non omogeneo tra studenti di facoltà diverse) e di non prevedere un esplicito divieto alla prassi, ancora in uso in alcune facoltà, del salto d’appello.
Oggi si è registrato una altro passo indietro sulla strada che porta ad un pieno riconoscimento dello studente universitario all’interno dell’academia.
La razionalità che ha sempre contraddistinto il dialogo ed il compromesso tra i diritti degli studenti e le esigenze amministrative sembra oggi essere venuto meno.
I rappresentanti degli studenti in Senato Accademico dell’UdU – Parma hanno ritenuto, pertanto, di non approvare il Regolamento didattico.
L’Unione degli Universitari
Parma, 18 settembre 2008
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