"Tagliate" Musicologia e Scienze dell'informazione
Enrico Gotti
Due cambiamenti notevoli interessano i futuri iscritti al triennio di Lettere. Scompaiono, infatti, due percorsi che hanno caratterizzato la storia recente della Facoltà: il curriculum di Musicologia e il curriculum di Scienze dell’informazione (l'ex Scienze della Comunicazione). «Per rispetto delle norme ministeriali - spiega il preside Roberto Greci - non possiamo garantire l’articolazione in curricula perchè il decreto ministeriale 17 del 22 settembre 2010 impone che ogni curriculum - così come ogni corso di laurea - debba disporre di un preciso numero di docenti di ruolo e i docenti della Facoltà non sono tanto numerosi da consentire tale varietà di offerta formativa. Ovviamente, prima di chiudere i corsi portanti della Facoltà si deve procedere ad una riduzione dei curricula esistenti al loro interno». A fare i conti con i paletti fissati dal ministro Gelmini non è solo la facoltà di Lettere e filosofia, ma tutto l'ateneo e il mondo universitario. La decisione di chiudere il percorso di Musicologia e quello di Scienze dell’informazione, già proposta dal corso di laurea di Lettere, sarà ratificata prossimamente. Si tratta di una scelta obbligata. Le facoltà hanno tempo fino a marzo per ridisegnare i corsi di laurea secondo le nuove normative. «Anche se non ci saranno più questi curricula, comunque, gli studenti di Lettere potranno scegliere le materie prima in essi comprese, perché gli insegnamenti di cui si parla non spariranno. Purtroppo non avranno più la stessa visibilità che c'era prima», commenta il preside. Chi era interessato a iscriversi al curriculum di Scienze della comunicazione, poi, «potrà sempre contare sulla possibilità di iscriversi al corso di laurea triennale di Lettere - spiega Greci - e poi proseguire nella laurea magistrale di Giornalismo, che continua ad esistere e che è molto attrattiva». «In Italia ci sono stati corsi di Scienze della comunicazione seri, ed altri che, forse, non lo erano; il nostro era un curriculum solido, proprio perché da sempre inserito nel corso di Lettere moderne», dice Greci. «Di ufficiale e di deliberato non c'è ancora niente, ma rispettare le norme ministeriali è la strada che dobbiamo intraprendere - continua Roberto Greci - Il decreto regola i corsi di studio, impone certi requisiti, come il numero di studenti iscritti e il numero di docenti garanti». Già lo scorso anno il corso di laurea in Scienze della comunicazione era stato «declassato» da corso di laurea in curriculum di Lettere moderne. Nel 2010 gli iscritti erano più di 50, mentre quelli di musicologia erano stati meno di dieci: pochi per una città che, unica in regione, ha appena inaugurato il liceo musicale. «I corsi stanno cadendo in tutto l’ateneo. - dice la professoressa Annamaria Cavalli, “fondatrice” del corso di laurea in Scienze della comunicazione a Parma, oggi coordinatrice della magistrale in Giornalismo - L’offerta è ridotta all’osso. Il problema c'è in tutte facoltà e in tutte università. I tagli del ministero non sono stati selettivi, ma trasversali, perché hanno colpito sia i curricula che avevano molti studenti, sia quelli che ne avevano pochi». «La magistrale di Giornalismo va bene - continua la docente - È il corso magistrale che ha in assoluto più iscritti a lettere. Ci sono molti studenti provenienti da regione e fuori regione. Ma la vicenda di Scienze della comunicazione mi è rimasta sullo stomaco, l’avevo detto l’anno scorso: diventerà un curriculum e scomparirà. Avevamo fatto il possibile. L’anno scorso abbiamo avuto 50 e più studenti, ma non sono bastati per i parametri della Gelmini».
Inserisci il tuo commento