22/04/2009 Parma

Bambini "bloccati" sul treno, un lettore: "Episodio identico due giorni fa"
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Sono il papà di una bimba che era sul treno. Le maestre avevano preparato i bambini per uscire e hanno detto che non c'era nessun cartello "guasto" sulla porta. Il treno è ripartito con un altra porta aperta, quella in fondo al vagone, da cui stavamo per cominciare a far scendere i bambini. Non è che si possa chiedere alla maestre la prontezza di tirare il freno a mano (io per esempio, non sapendo dov'è, non so se lo avrei trovato subito); in ogni caso il treno si sarebbe fermato fuori dalla stazione, e forse sarebbe stato più pericoloso. Mentre ripartiva eravamo tutti li a fianco del vagone e abbiamo picchiato e urlato in tutti i modi per farci vedere. Di un capotreno neanche l'ombra.
inviato da giuseppe il 22/04/2009 alle 11:48

Per prima cosa voglio dire che non è pensabile di addossare anche la minima responsabilità di quello che è successo alle nostre maestre, a me sembra assurdo soltanto pensarlo.....a quelli che invece lo pensano, che si offrino a fare da accompagnatori alla prossima gita e assumersi le stesse responsabilità che si sono assunte le nostre maestre. Per il resto... chi c'era sà cosa è successo chi parla per sentito dire forse è meglio che stia zitto. Io c'ero e veder ripartire un treno dopo pochissimi minuti senza dare il tempo di uscire (e se c'erano anziani invece che bambini?) , senza avvisare e con porte aperte, mi ha lasciato completamente di m...... ma soprattutto una profonda delusione.......che ormai stiamo veramente peggio che in burundi!!!! come diceva il grande g.gaber.
inviato da RICCARDO il 22/04/2009 alle 12:51

be' direi che gli adulti ( insegnanti) che erano sul treno potevano "svegliarsi" e tirare il freno di emergenza .
inviato da Michele il 22/04/2009 alle 07:49

Mi permetto di far presente al Sig. "razionale" Francesco che molto probabilmente è delle Ferrovie (altrimenti non si spiega il suo schierarsi senza sapere quello che dice) che i bambini ovviamente dovevano scendere dal lato marciapiede e che, quindi, le porte non sono quattro ma due a vagone, una all'opposto dell'altra e che per cinquanta bambini tra gli otto e i nove anni non è stato semplice raggiungere l'altra porta. Comunque, quando si stavano apprestando a scendere(dall'altro lato) il treno è ripartito con "le porte aperte": Chiaro???? E del personale del treno non si è visto nessuno, nè a terra, nè sceso dal treno. Quindi noi genitori cosa dovevamo fare se non urlare e picchiare contro il treno? Peccato che il Sig. Razionale Francesco non fosse lì con noi ieri sera, alterimenti si... che le cose sarebbero andate diversamente.
inviato da Lia il 22/04/2009 alle 15:14

La colpa nn è delle insegnanti ma delle Ferrovie, mettiamolo ben in chiaro!!!!!!!!! Io ero sul binario e ho visto partire il treno con l'ultimo vagone che aveva le portiere aperte. Cosa sarebbe successo se una persona qualsiasi fosse scesa o salita sul treno proprio in quell'istante???? Un disastro! E' vergognoso il servizio che viene dato a degli utenti indipendentemente che fossero bambini o meno...sarebbe potuto succedere anche a Michele.....Ah no ma lui avrebbe tirato il freno d'emergenza!!!!!"
inviato da Corinna il 22/04/2009 alle 11:44

scusate ma la realtà dei fatti è che le ferrovie italiane sono da terzo mondo, basta andare nelle vicine francia e spagna per notare la differenza del servizio. i nostri treni, non tutti per fortuna, sono caratterizzati da sporcizia, mal funzionamento, ritardi e arretratezza.
inviato da un passeggero il 22/04/2009 alle 14:12

Le insegnanti, a mio parere, hanno già avuto un gran da fare per cercare di calmare i bambini e tenere sotto controllo la situazione, in quanto bloccate in uno spazio stretto, ma la cosa grave è che sul treno e sui binari non ci fosse personale delle Ferrovie in grado di dare una mano e non far ripartire il treno. Assurdo. Lia
inviato da emilia carginale il 22/04/2009 alle 11:25

Senza dubbio si è trattato di uno sgradevole disguido che avrebbe potuto e dovuto essere evitato , però , nel racconto , ci sono cose che non "quadrano" . Ciascuna carrozza ferroviaria ha quattro porte , due per ciascun lato. Naturalmente bisogna scendere da quelle due che danno sul marciapiede. Erano bloccate tutte e due ? Il segnale di partenza al macchinista viene dato dal capotreno , il quale lo dà dopo aver controllato , fischiando, che i controllori lungo il treno abbiano verificato il termine delle operazioni di salita e discesa del Pubblico, e le porte siano tutte chiuse. Un treno non può partire con una porta aperta ! Forse, se i genitori dei bambini , invece di fare sceneggiate con "urla e picchiate" , che non servono a niente, avessero chiamato il capotreno o un controllore per segnalare cosa stava accadendo, le cose sarebbero andate meglio ! Al limite , siccome un treno non può partire con porte aperte , sarebbe bastato che uno dei genitori , invece che fare "urla e picchiate", avesse tenuta aperta una porta , richiamando così l' attenzione di capotreno e controllori, ed impedendo al treno di partire. Resta il fatto che , se le porte della carrozza dei bambini fossero state guaste , sarebbe bastato passare su una vettura di fianco , e scendere di lì. E resta strano che le porte che non si sono aperte a Parma si siano regolarmente aperte a Reggio Emilia. Capisco, comunque, l' angoscia dei genitori che si sono trovati coinvolti in questo disguido, ma, a volte , tenendo comportamenti più razionali di "urla e picchiate" , si ottengono risultati migliori.
inviato da Francesco il 22/04/2009 alle 11:33

Sì, michele, è vero. Però resta il fatto che il personale FS sia davvero penoso.
inviato da ososita il 22/04/2009 alle 10:35

mi permetto di rispondere a Francesco. Il segnale di partenza viene dato dal capotreno....ma c'era il capotreno?????? E' assurdo che in una stazione non ci sia il personale delle ferrovie che fischia e fa ripartire il treno dopo che sono scesi e saliti i passeggeri.
inviato da moica il 22/04/2009 alle 14:16

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