28/11/2010 Parma

Studenti, dopo il corteo contro il ddl Gelmini, oggi manifestazione in piazza Garibaldi
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scusa Andrea,l'Italia è il Paese che spende di meno,Paese occidentale intendo,per la ricerca e questo poco verrà ulteriormente tagliato...come potrà portare a qualcosa di buono?come potranno dei politici nei consigli di amministrazione impedire gli sprechi?non ci sono i soldi?solo per scuola ricerca e sociale non ci sono per altre cose,spese militari in primis o megaopere i soldi si trovano sempre
inviato da katiatorri il 30/11/2010 alle 15:23

Le università hanno voluto l'autonomia che è stata usata per moltiplicare le cattedre. Una situazione insostenibile creata per riempire le tasche dei docenti. Purtroppo la riforma farà poco per risolverla dato che questi cattedratici sono intoccabili e presso la pensione quando riscuoteranno ancora senza aver contribuito in maniera sufficiente. Chi li manterrà? Sortissero dai piedi. Da pensionati continuano a girare per i corridoi delle facoltà.
inviato da sabcarrera il 30/11/2010 alle 12:04

I problemi dell' universuta sono utilizza male i sold. troppe universita rapportate al numero di studenti troppi docenti il risultato si spende troppo per mantenere questo sistema come si risolve???? se spendo troppo da una parte ho meno soldi x ricercatori e ricerca. se poi i concorsi non sono limpidi e non c'è controllo....... le rette direi che vanno piu' che bene paragonote alla media europei nn credete??? non farebbero comodo capitali privati nelle universuta pubbliche ? che c fa un universita' con una casa discografica un agriturismo una cantina una radio ecc..... cosa ci fanno distaccamenti che contano annnualmente milioni di euro con 30 studenti???? cosa c fanno corsi con 1 3 7 14 studenti?????? se non c fossero tutti questi sprechi dispersione di risorse direi che non è giusto tagliare
inviato da andrea il 30/11/2010 alle 10:28

vedo che non si vuole capire o che conviene non farlo non c sono i SOLDI chiaro???? volete le rette a 10000 euro? bene problema risolto ma solo in parte no troppo alte allora lasciate entrare il capitale privato no le multinazionali noooooo IL PROBLEMA NON SONO I TAGLI MA COME VENGONO SPESI I SOLDI BUTTATI NEL CESSO SPARTITI X INTERESSI NON DIDATTICI FONTE OCSE : ITALIA TROPPE UNIVERSITA' IN PROPORZIONE al numero di alunni troppi docenti
inviato da luca il 30/11/2010 alle 09:47

Solo un piccolo esempio di meritocrazia: chi è uscito quest'anno con la lode si vede ridotto, qualcuno lo chiama l premio, per me è una borsa di studio per chi si è impegnato seriamente e utile per i costi futuri universitari, da 1000,00 euro a 650,00 euro. Per la Gelimini e i nostri politici sarà poco ma per molte famiglie è tanto! Senza parlare delle agevolazioni delle tasse universitarie, praticamente sparite! E poi quanti dei nostri politici sono anche professori universitari con il posto in caldo? Comincino loro a mollare e a dare l'esempio!
inviato da Un genitore il 30/11/2010 alle 08:54

Ma perchè la Gelmini ha le ore contate, perchè siete nipoti di piazzale loreto? non sapete ragionare senza pensare di eliminare chi la pensa in modo diverso da voi? state pure al freddo (ho i miei dubbi) forse si calmeranno i vostri bollori giovanili (?)
inviato da gigi il 30/11/2010 alle 00:27

Gelmini in pillole (amare). Per chi vuole, in 60 secondi, comprendere meglio la Riforma dell’Università. Quello che, forse, non vi è stato detto chiaramente di questa riforma: - Nei Consigli di Amministrazione delle Università ci saranno (nominati e non eletti) membri esterni (privati, politici nazionali o regionali). Le Università diventeranno ufficio di collocamento per i partiti? - La riforma non prevede risorse economiche per l’Università ma solo pesanti tagli. Il miliardo di euro (promesso) è a compensazione dei due miliardi di tagli (certi). Tagli spaventosi anche sulle borse di studio. Che lo scopo di questa riforma sia solo tagliare? - Nelle commissioni per assumere nuovi docenti ci saranno solo professori ordinari. Oggi, in quelle stesse commissioni, ci sono anche professori associati e ricercatori. Perché si vogliono escludere “i giovani” quando il Ministro sostiene che questa riforma combatte contro i “vecchi baroni”? - I nuovi ricercatori ( età media 30 anni) avranno un contratto a tempo determinato di massimo 6 anni. A 36 anni , solo se la loro sede avrà soldi, potranno essere assunti a tempo indeterminato, in caso contrario verranno rimandati a casa. Con i tagli attuati, la loro assunzione sarà quindi un miraggio: non sarebbe più onesto dire che a 36 anni i più saranno licenziati? Perché si vuole approvare in pochi giorni e a scatola chiusa una riforma così delicata? Non avrebbe più senso discutere, con le parti coinvolte, i punti più importanti? Aveva ragione una mia professoressa che diceva: "Io non capisco perché per i nostri figli siamo disposti a spender soldi senza pensarci su due volte ma per la loro cultura non sia così."
inviato da Fabio il 29/11/2010 alle 21:50

ridicoli, ma utili per capire la stupidità umana. tutelano il posto dei loro professori e compromettono il loro futuro . Vi consiglio di imparare anche a pulire le scale , vi tornerà utile.
inviato da fedo il 29/11/2010 alle 19:18

per Andrea: la prima parte parrebbe interessante,è vero,ma ha un limite grossissimo,chi controlla,con che criteri verranno fatte le valutazioni,come aumenteranno assunzioni e stipendi se diminuiranno i fondi?qual'è la qualità garantita?il numero di laureati?di assunti?le ricerche effettuate e riconosciute?però i fondi per la ricerca caleranno...non so,sa più di propagando che di altro,per ora l'unica cosa reale sono i tagli. La mia paura è che le università dovranno sempre di più attingere a fondi privati e questo vorrà dire 1 che i privati finanzieranno solo quelle facoltà che gli porteranno un tornaconto con il rischio di veder quasi sparire le facoltà umanistiche 2 un aumento dei costi per gli studenti tale per cui potranno studiare solo quelli che se lo potranno permettere. un 'ultima cosa la riduzione delle facoltà,secondo lei,a chi recherà danno ,ai baroni?non saranno loro a sparire ma tanti posti di lavoro.(comunque mi complimento con lei per la volontà e capacità di discutere seriamente di un tema così importante,purtroppo è raro) per gli studenti che stanno protestando:siete magnifici,siete l'esempio lampante che i giovani hanno la volontà e la capacità di costruirsi un futuro diverso alla faccia di insulti e luoghi comuni
inviato da katiatorri il 29/11/2010 alle 18:24

Ci sono delle caste che non vanno toccate, università, giustizia, scuola, politici. Guai a parlare di ridurre il numero, toccargli stipendi o parlare di qualità e produttività nei fatti, o diminuire privilegi, cade qualsiasi governo.
inviato da il tarlo il 29/11/2010 alle 17:33

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