12/03/2010 Provincia-Emilia

Ecco come hanno ridotto la loro scuola tre ragazzi dai 14 ai 16 anni
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Collaboratori della gazzetta, scusate la domanda ma avete modi di intervistare i genitori di questi tre ragazzi? Sarei veramente curiosa di vedere come sono.. Poi proporrei di accreditare a loro una parte dei danni per la ricostruzione della scuola e se sono impossibilitati allora si mandano i tre ragazzi in una comunità a LAVORARE (così si rendono anche conto cosa significa aiutare le persone che hanno realmente bisogno) e con i soldi che guadagnerebbero si ricostruisce la scuola! Chi rompe paga..
inviato da MariaChiara il 15/03/2010 alle 09:23

i tre che ridacchiano davanti ai carabinieri li mandi in una cooperativa di aiuto alle persone disabili 10 ore al giorno cosi' poi ridono meno, i genitori "disattenti" pagano il completo restauro della scuola e l'albanese ladro lo rimandi a casa sua dopo una bella "mano di bianco" cosi' va a rubare a tirana e non qui' da noi.E' COSI' CHE CI SI FA RISPETTARE E SI EDUCANO GLI ADOLESCENTI!!!!!
inviato da moni il 15/03/2010 alle 08:06

se facevo un lavoro del genere alla loro età,i miei mi davano botte "da comunione" (a parte il fatto che non mi sarebbe passato nemmeno nell'anticamera del cervello di fare una cosa simile) invece,a questi tre "scàgàss",i loro genitori non torceranno un capello.... c'è da scommetterci... questa è la differenza di tempi.... quando facevo lo scemo,mio padre mi dava degli schiaffi da farmi girare la testa quindici giorni.... ma ha contribuito a farmi diventare quel che sono oggi..... un uomo migliore.... quando moriranno i nostri vecchi (e quelli della mia generazione) tutto andrà in malora irreversibilmente..... ci stiamo già andando..... per un motivo o per l'altro....
inviato da luca il 14/03/2010 alle 17:44

Incredibile c'è una insegnate che con un lungo commento riesce a strumentalizzare politicamente la vicenda dicendo che la scuola non ha risorse. Qui è la famiglia che no ha le risorse culturali, civiche di rispetto del bene pubblico; quindi la famiglia deve pagare cosi come i ragazzi in base alle rispettive responsabilità O forse è colpa di Berlusconi?
inviato da paolo il 13/03/2010 alle 21:30

......ècosì, che si "riforma" la scuola !!!
inviato da Giorgio Ossimprandi il 13/03/2010 alle 18:28

La cosa che mi fa pensare di piu' e' che questi tre (non saprei definirli in modo civile), hanno gia' compiuto reati e ugualmente si fa fatica a SBATTERLI DENTRO! D'altra parte che vogliamo pretendere? Omar ed Erica sono fuori dopo 9 anni per aver ammazzato due persone !!!!!! Cosi' li legittimiamo a fare sempre peggio,ma si sa, in Italia aleggia il "BUONISMO".......
inviato da nadia il 13/03/2010 alle 16:25

Per amor di correttezza: da ulteriori comunicazioni dei carabinieri (sono minori e la cautela è d'obbligo) risulta che due sono di origine straniera e uno italiano. Ripeto comunque l'invito ad evitare crociate, l'esperienza mi insegna che nel disagio scolastico le differenze dovute all'etnia sono marginali.
inviato da Lucy Van Pelt il 13/03/2010 alle 15:38

Da insegnante provo sgomento davanti a questa vicenda, per la particolare violenza esercitata da quei ragazzi nel compiere un gesto che è solo l'ultimo di questo genere. E' scontato che dietro ci siano famiglie che non hanno saputo fornire le basi di una solida educazione e che per questo dovranno risarcire il danno materiale e ritengo giusto che i diretti responsabili collaborino direttamente alla ricostruzione portando sulle spalle qualche bel quintale di cemento. E' probabile, al di là del movente del furto, che si sia trattato di vero e proprio accanimento verso la rappresentazione materiale di un'istituzione percepita con odio, senso di inadeguatezza e noia. Su questo vorrei soffermarmi a riflettere: agli sconosciuti volti di quei ragazzi potrei sostituire qualche decina di volti di ragazzi che percepiscono la scuola come luogo di disagio e verso i quali la scuola sempre più spesso si trova impotente. Accade più facilmente nelle scuola media, segmento nel quale cominciano a risultare più evidenti le differenze tra le potenzialità e che propone insegnamenti per lo più di tipo teorico, relegando l'operatività a pochi momenti. Anche perchè la riduzione d'organico sta andando di pari passo con l'aumento del numero di alunni per classe. e rende impossibile il recupero di abilità non acquisite o di un dialogo divenuto difficile. E allora che si fa con questi ragazzi? Li si boccia ripetutamente, cioè li si trattiene in un ambiente ostile con il quale non è più possibile interazione. Sottolineo il ripetutamente perchè alla ripetenza di un anno scolastico sono tendenzialmente favorevole, può servire a maturare o a recuperare abilità. Per mettermi nei loro panni a volte penso a come mi sentirei se fossi costretta a frequentare per cinque anni una scuola di kick-boxing disciplina sportiva con la quale non ho alcun tipo di affinità: solo una solidissima educazione mi impedirebbe di allagare la palestra, teatro di ripetuti insuccessi. E' quindi indispensabile che si trovino strumenti diversi per avviarli verso il mondo del lavoro e nel frattempo fornire quel minimo di cultura che consenta loro di essere cittadini consapevoli, non possiamo più litigarci tra scuole i pochi posti messi a disposizione da un progetto provinciale che va in questa direzione. Ho avuto modo di approfondire la notizia: i protagonisti della distruzione sono italici.doc , chi stava per brandire bastoni, crocifissi o provvedimenti d'espulsione si metta calmo.
inviato da Lucy Van Pelt il 13/03/2010 alle 14:25

in galera devono metterli,e farli lavorare per ripristinare tutto quello che hanno sfasciato,è inaccettabile che siano fuori come se niente fosse
inviato da sergio il 13/03/2010 alle 14:02

Fatico a credere che dietro 3 soggetti così ci siano famiglie normali. Le sciocchezze le possono fare tutti, ma a quell'età per sfidare le istituzioni ed i carabinieri con quell'arroganza c'è qualcosa di più grave che semplice idiozia giovanile. Quindinon mi aspetto che dai genitori arrivi un aiuto importante per rimetterli in riga. A questo punto ci vuole la massima severità da parte delle autorità e la certezza che le famiglie paghino fino all'ultimo euro, anche se fossero dei poveracci. In questo modo saremmo sicuri che a dare a st'imbecilli le giuste legnate ci penserà la famiglia. Perchè probabilmente è l'unico linguaggio che ragazzi e famiglia capiscono.
inviato da MARCO il 13/03/2010 alle 11:29

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