Gabriele Balestrazzi
E' un giorno triste, per chi vuol bene a Parma. E soprattutto per chi cerca l'essenza di questa città (che cambia rapidamente, e forse non in meglio) non solo nei fatti e personaggi più importanti, ma anche e soprattutto nelle piccole grandi storie di chi ha regalato a Parma una immagine di solidarietà e altruismo.
E' morto Felice da Parma. Questo il nome con cui Felice Bonazzi si era fatto conoscere e voler bene davvero da tutta la città.
La notizia mi è arrivata di prima mattna da una mail del figlio di Felice, l'amico e collega di Gazzetta e Tv Parma Maurizio, E se ci sarà poi modo di ricostruire con più completezza e precisione la vita di Felice (compresi gli anni del grande ciclismo, al seguito di Adorni e degli altri campioni di Parma), ci sono almeno due immagini che vorrei subito trasmettere ai lettori: fotogrammi di una lunga e originale esperienza parmigiana da non dimenticare.
La prima è quella della radio. Felice ha saputo costruire, nella storia intensa delle radio private a Parma, un particolarissimo angolo tutto in dialetto, che per anni è stato uno degli appuntamenti più seguiti ed amati. Che fosse Radio Parma, o Radio Emilia o Radio Onda Ducale, "Felice e la Lidia" (Lidia Zilioli) coinvolgevano e a volte commuovevano un pubblico di fedelissimi nell'alternanza di brani lirici, poesie dialettali, notizie di attualità a loro volta commentate rigorosamente in dialetto. Un modo di fare radio ( e poi anche televisione) che poteva far sorridere, per qualcuno "provinciale" ed ingenuo, ma in realtà efficacissimo e con anche un grande valore sociale, perchè diretto in primo luogo alle persone più sole: gli anziani, gli ammalati.
E proprio da quelle esperienze radiofoniche, nacque poi la realtà del "Cór Pramzan". Le domeniche dedicate agli anziani nelle case di riposo: la musica, le poesie e le scenette comiche, sempre insieme alla Lidia e ad altri volontari, per regalare un sorriso e un momento più lieve a chi doveva confrontarsi ogni giorno con la solitudine della malattia e della vecchiaia.
Un sorriso, Felice (quasi che il nome fosse diventato una missione) lo regalava sempre e comunque, anche quando semplicemente lo incontravi per strada, sulla sua inseparabile bicicletta. E oggi che Felice è arrivato al traguardo (proprio come tante volte ha accompagnato da vicino i suoi campioni in bicicletta), la città che fra progetti e polemiche è tutta tesa nel terzo millennio può forse fermarsi un momento a dire grazie ad un semplice, ma vero, esempio di Cór Pramzan.
(La foto, dello Studio Carra, è un rtratto al quale felice era particolarmente affezionato)
PREMIATO AL SANT'ILARIO - Felice Bonazzi aveva 86 anni. Nel 2002 era stato premiato in Municipio nella giornata del Sant'Ilario, con l'attestato di civica benemerenza, con questa motivazione: «assiduo promotore di iniziative benefiche e di volontariato a cui si aggiunge un'attività continuata nel tempo di diffusore convinto della tradizione popolare parmigiana e del suo dialetto».
COSI' LO RICORDA IL WEB PRAMZAN - Parma in Dialetto - Pramzanblog
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