di Andrea Violi
Un rumore sordo, poi il tremore, forte e insistente. Il terremoto ha colpito Parma e tutta la provincia alle 16,25. Una scossa di magnitudo 5.2, avvertita anche a Milano, Genova, nel resto dell'Emilia-Romagna e persino a Firenze.
L'epicentro è stato segnalato in Val d'Enza, fra Neviano degli Arduini, Vetto e Canossa.
DANNI NEL PARMENSE. La Protezione civile, i vigili del fuoco e le forze dell'ordine stanno facendo sopralluoghi. In diverse zone del Parmense e del Reggiano i telefoni sono isolati: per oltre mezz'ora (o più, a seconda delle zone) non hanno funzionato i cellulari e in certi casi anche i telefoni fissi hanno faticato a funzionare. In tutti gli edifici si sono sentite due distinte forti scosse. All'ospedale Maggiore qualche anziano è svenuto per lo spavento ma non ci sono stati gravi problemi. Nella zona di Traversetolo è parzialmente crollata una delle navate della chiesa di Mamiano. A Langhirano è scoppiato un tubo di gas: i vigili del fuoco hanno lavorato per mettere in sicurezza l'area. A Felino si segnala qualche danno alla chiesa.
Qualche conseguenza si registra nella zona di Neviano, che fa parte della zona dell'epicentro. In particolare, nella frazione di Bazzano sono caduti calcinacci nell'antica Pieve di Sant'Ambrogio, mentre l'attigua canonica (un vecchio fabbricato disabitato) ci sono molte crepe. Si sono staccati materiali dal tetto, che cadendo hanno rotto una pianticella.
PAURA E DANNI A REGGIO EMILIA. Nella Val d'Enza reggiana si segnalano danni alla chiesa e al campanile di Quattro Castella. La chiesa è stata dichiarata inagibile dai vigili del fuoco, che hanno terminato il sopralluogo alle 19. Un'altra serie di controlli sarà effettuata domattina. Come riferisce il parroco don Enrico Ghinolfi, la scossa di terremoto ha provocato il distacco di parti di intonaco in due punti in alcuni voltoni della chiesa parrocchiale. Danni anche al campanile: sulla sommità c'è una cuspide e sopra una sfera di rame con una croce. Questa installazione si è inclinata. Dopo un primo intervento dei vigili del fuoco per evitare ulteriori crolli di materiali, la chiesa è stata dichiarata inagibile. «Domattina faranno i vigili del fuoco altri sopralluoghi - dice don Ghinolfi -. Speriamo di poter riaprire la chiesa per le funzioni della sera. Per ora la chiesa è stata dichiarata inagibile».
Fra San Polo d'Enza, Montecchio e Campegine la Polizia municipale della Val d'Enza (che ha anche compiti di coordinamento di Protezione civile) tiene monitorata la situazione ma in zona non si segnalano interventi d'emergenza. A Canossa non si segnalano danni a edifici e alle strade: polizia municipale e carabinieri sono al lavoro per effettuare i controlli. Il personale dell'ufficio tecnico ha risposto a numerose chiamate dei cittadini, nella sede del Comune: hanno chiamato perlopiù anziani spaventati o cittadini che chiedevano genericamente cosa fosse successo. "La scossa è stata forte e c'è stata tanta paura - spiegano in Comune -. Sono caduti molti oggetti, compresi alcuni faldoni su un tavolo". Il parroco di Ciano d'Enza Valeri Beneventi riferisce che nella sua chiesa parrocchiale non sembra ci siano danni. "Mi stavo vestendo per celebrare la messa e ho visto i muri muoversi - spiega il parroco -. E' stato un terremoto molto forte, so che l'epicentro è in questa zona. C'erano alcune signore: non siamo scappati, siamo rimasti in chiesa. Ma la paura c'è stata".
RIUNIONE IN PREFETTURA. In prefettura è in corso una riunione fra i rappresentanti delle istituzioni. L'assessore provinciale Gabriele Ferrari, in diretta su Tv Parma dopo le 17,30, ha detto che non si segnalano gravi danni ma, sottolinea, è bene che i cittadini utilizzino poco i cellulari, per non sovraccaricare le linee. In serata è atteso anche l'arrivo di Guido Bertolaso, direttore del Dipartimento della protezione civile. Bertolaso parteciperà a un incontro in prefettura con le autorità locali, alla luce delle verifiche effettuate e nel quale si deciderà se sono necessari ulteriori interventi.
LA SITUAZIONE IN EMILIA-ROMAGNA. Fino alle 17,15 non sono giunte segnalazioni di danni a persone o cose all’Ispettorato regionale dei vigili del fuoco, che ha sede a Bologna. «Siamo in costante contatto con i nostri comandi provinciali - ha riferito una fonte dell’Ispettorato - e fino a questo momento possiamo dire che non abbiamo ricevuto segnalazioni per richieste di intervento o di soccorso. Le uniche riguardano la caduta di qualche intonaco o di calcinacci, ma nulla di più». I centralini dei Vigili del fuoco nelle varie province sono stati subissati da telefonate, ma - è stato precisato - soltanto da parte di persone preoccupate o che intendevano segnalare la scossa.
TRENI, CIRCOLAZIONE INTERROTTA. Trenitalia ha temporaneamente interrotto la circolazione ferroviaria lungo le linee Bologna-Verona e Bologna-Milano. I treni sono ripartiti dopo 20 minuti circa, comunque dopo le 17. «L'interruzione è una precauzione necessaria per consentire ai tecnici di Rfi - fa sapere l'azienda - di effettuare le opportune verifiche sull'integrità dell’infrastruttura, sebbene, per la sua entità, il terremoto non dovrebbe aver prodotto, in teoria, alcuna conseguenza sull'efficienza della rete».
ACCERTAMENTI IN CORSO. «Stiamo compiendo tutti gli accertamenti necessari e ci siamo mossi per avere ogni informazione utile. Per ora non abbiamo avuto segnalazioni relative a richieste di intervento, ma per esperienza occorre essere cauti in questo momento». Questa la situazione a mezz'ora dal sisma secondo il responsabile della Protezione civile dell’Emilia-Romagna, ingegner Demetrio Egidi. «La scossa (di magnitudo 5.2, quindi forte) è stata superficiale, a circa 6 chilometri di profondità, e questo spiega il fatto che sia stata avvertita distintamente anche nelle province limitrofe», ha spiegato Egidi.
118: SITUAZIONE TRANQUILLA - Nessuna segnalazione particolare, a circa 2 ore dall'evento, per quanto riguarda 118 e Pronto soccorso. In pratica, l'unico episodio da segnalare è relativo a una donna che sio è leggermente ustionata perchè la scossa si è verificata mentre si trovava sul forno con dell'acqua calda. Nessuna particolare chiamata nemmeno per attacchi di panico.