Tagliare gli stipendi ai politici: è partita la raccolta firme
Tagliare i costi della politica: missione impossibile? C’è un gruppo di cittadini che prova a farlo, con una proposta di legge per equiparare alla media europea gli stipendi dei politici. Tetti a emolumenti e indennità di parlamentari, ma non solo: tagli anche alle buste paga di sindaci, assessori, consiglieri, dirigenti di società pubbliche. Mercoledì è stata presentata al Comune di Parma la richiesta per avviare la raccolta firme anche nell’ufficio elettorale della nostra città. L’obiettivo è iniziare a raccogliere adesioni già dalla prossima settimana. La proposta di legge di iniziativa popolare è stata lanciata da un gruppo di cittadini, riuniti nella sigla «Nun Te Regghe Più», dalla famosa canzone di Rino Gaetano. Le loro raccolte firme sono già partite da nord a sud Italia. In provincia di Parma sono state già avviate a Noceto, presso l’ufficio elettorale, a Fontevivo nell’ufficio protocollo e all’Urp di Fontanellato. La proposta di legge è composta da un solo articolo, molto semplice e chiaro. «I parlamentari italiani eletti al senato della repubblica, alla camera dei deputati, il presidente del consiglio, i ministri, i consiglieri e gli assessori regionali, provinciali e comunali, i governatori delle regioni, i presidenti delle province, i sindaci eletti dai cittadini, i funzionari nominati nelle aziende a partecipazione pubblica, ed equiparati non debbono percepire, a titolo di emolumenti, stipendi, indennità, tenuto conto del costo della vita e del potere reale di acquisto nell’unione europea, più della media aritmetica europea degli eletti negli altri paesi dell’unione per incarichi equivalenti». Un'impresa non impossibile poter presentare la legge in parlamento: bastano infatti 50mila firme. Molto più difficile sarà farla approvare dagli onorevoli.e.g.
Bisogna adeguare gli stipendi dei parlamentari, dipendenti dei ministeri, banca d'italia, tutte le regioni, sopratutto quelle a statuto speciale come Sicilia. Bisogna farlo ...
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