Manca una settimana o poco più alla «Merla», i giorni più freddi dell’anno: il 29, 30 e 31 gennaio. Una volta i nostri vecchi, in questa stagione, dopo avere festeggiato «Sant'Antonni dal gozén», si rifugiavano nelle stalle per ripararsi meglio dal freddo e lì si dedicavano, appunto, ai vari «lavori di stalla»: riparavano seggiole sgangherate, impagliavano i fiaschi «sculati», aggiustavano qualche «scuro» malandato, riparavano alcuni arredi di casa. Mentre le «rezdore» si recavano nell’orto solo per raccogliere quelle verze che la galaverna («galabruza») aveva avvolto nella morsa del ghiaccio rendendole ancor più bianche e tenere per le insalate invernali. Il freddo disegnava sui vetri delle finestre i «fiori» di ghiaccio e alla mattina, appena svegli, i bambini rimanevano incantati nell’ammirare quei disegni che la fantasia e l’estro della natura avevano composto durante la notte. Altri tempi. La brina e la neve, in inverno, e la rugiada, in estate, altro non erano che riti di purificazione che la natura esigeva per la terra madre. Infatti la rugiada della notte di San Giovanni aveva il compito di purificare la terra dopo il grande parto della fienagione e della mietitura , mentre brina, galaverna e neve dovevano prepararla ad accogliere i primi germogli di grano e la prime asprelle che avrebbero «bucato» la neve dissolta dai primi raggi del tepido sole primaverile. Oggi tutto è cambiato: le influenze, da banali raffreddori, si tramutano in virus, le piogge in alluvioni bibliche, i temporali in uragani, la «galabruza» in neve chimica come sta avvenendo in questi giorni. A questo punto non ci resta che attendere la grandine contaminata e il vento al gas nervino. Che tristezza! E’ lo specchio dei nostri tempi, di questa società squinternata che vive in un mondo altrettanto marcio e inquinato. Con tutto quello che ci sta capitando, almeno, potevamo ancora bearci in inverno della «galabruza» che trasformava i nostri giardini e i nostri campi in mondi incantati con i rami di alberi e siepi simili a pizzi ricamati da mani di provette ricamatrici. Ora la «galabruza» si posa sulle piante ma gli esperti dicono sia robaccia velenosa. Pensate un attimo che benefici porterà sulle piante da frutto e sulle verdure. Ma, in compenso, abbiamo in media due cellulari in tasca, le nostre case non mancano certo di computer, apparecchi tv e diavolerie informatiche varie. Se dovesse mancare la luce e in quel momento non disponiamo di una torcia, qual è quella casa che dispone ancora della cara vecchia candela sparita anche dalle chiese? Siamo tutti informatizzati e cibernetici. I bimbi di adesso nascono con la mail in fronte. Però respiriamo aria mefitica.
COMPLIMENTI BELLISSIMO ARTICOLO
STUPENDO CONFRONTO DELLA REALTA' PER CHI COME ME DEL 1943, MI SONO LETTO CHE LA GALABRUSA E' NEVE ARTIFICIALE. MI SONO SCANDALIZZATO
FINALMNETE ...
Il quiz "L'Eredità" l'ha vista campionessa per 4 puntate: lei si è divertita ma l'ha fatto solo per farsi conoscere. Nella nostra intervista spiega quanto è divertente fare i quiz in tv, quali libri pubblicherà (c'è anche il diario di una crimonologa, in collaborazione con la famosa Roberta Bruzzone) e le sue idee sullo “sfruttamento” del corpo della donna in tv e pubblicità.
Presentato il Premio Academia Barilla 2012 destinato ai cortometraggi che interpretano al meglio il tema “Storie di cucina – A tavola con la promozione, lo sviluppo e la difesa dei valori culinari italiani” - Votate i video sul nostro sito
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