Una lettrice e amica di gazzettadiparma.it, Eugenia Capone, ci ha inviato alcune riflessioni che abbiamo scelto per aprire un nuovo spazio del nostro sito, da affiancare alla nostra sezione rosa/LA CITTA' DELLE DONNE e nel quale ospitare appunto proposte, riflessioni e lamentele, sempre al femminile, di quelle che definiremo "Donne sull'orlo di...Parma". Se volete imitare Eugenia, che da parte sua ci ha promesso altri interventi, scrivete a
sito@gazzettadiparma.net . E intanto, ecco la nuova riflessione...
Attenzione, arrivano i supernonni
Eugenia Capone
In questa epoca di corse continue, di impegni che tengono le mamme e i papà sempre più fuori casa, tempi in cui le famiglie tradizionali si trasformano in famiglie allargate in cui ci sono sempre meno mogli e mariti e sempre di più compagni e fidanzati, credo che si debbano rivalutare figure affettive stabili ed importanti come quelle dei nonni… per chi ha la fortuna di averli ancora.
Sapete che questo sarà il secolo dei nonni, anzi dei bisnonni?
A dimostrarlo sono i dati che risultano dai più recenti studi dell’Istat. Ad esempio, nel 2030, in Italia ci saranno due anziani per ogni bambino; gli uomini possono tranquillamente arrivare a compiere gli 83 anni, mentre le signore arriveranno agli 86. E in generale nei paesi ricchi gli over 60 passeranno da un quinto a un terzo della popolazione. Una vera rivoluzione demografica alla quale non ci siamo ancora abituati.
Ma quanti di noi pensano effettivamente agli anziani? E in che modo ci si pensa? Molto spesso se ne parla come un problema da risolvere o per fare demagogia si parla di tutto ciò che potremmo fare per loro, di agevolazioni per la mobilità urbana, per le visite mediche, per le attività ricreative oppure delle infrastrutture d’accoglienza che dedicate a loro ma che non bastano mai. Per non citare il business, di cui ormai non possiamo fare a meno, delle badanti che arrivano dall’Est.
Non tutti gli anziani sono da mettere in ricovero, ci sono moltissime persone di una certa età ancora in gamba e in grado di far loro da badanti a genitori e bambini. Perché allora non rivalutiamo seriamente il ruolo del nonno?
Chi non ha un ricordo che risale all’infanzia legato a un nonno o a una nonna? Momenti unici, relazioni di cuore che hanno sempre contribuito a una sana crescita dei bambini. E’ evidente che anche loro non sono più quelli di una volta, mi spiego meglio, è sempre più raro vedere un nonno che gioca a carte e fuma la pipa o una nonna che seduta sul divano fa l’uncinetto, invece è sempre più facile incontrare nonne che vanno a ballare o a giocare a burraco e nonni si incontrano con gli amici al bar. Ciò non toglie però che l’affetto per i nipoti sia quello di sempre, l’amore di persone anziane, sagge e sicuramente più disponibili che portano per mano i nipoti, gli adulti del domani che hanno sempre bisogno di affetto e sicuramente di maggiore attenzione. Sono i nonni coloro in grado di guidare senza rimproverare, educare senza imporsi, accogliere senza insistere. Con la loro presenza, la loro pazienza e la stabilità di chi ha già vissuto ci trasmettono i valori della vita, insegnano a distinguere ciò che vale la pena da ciò che non conta e insegnano che ogni istante della giornata è prezioso come loro.
In questo mondo un po’ scombussolato, in cui i ruoli di una volta stanno cambiando e le cattedrali si costruiscono con nuovi mattoni, rivalutiamo il nonno e la nonna, ridandogli la dignità che meritano e anche qualche responsabilità in più. Loro saranno più contenti, si sentiranno più importanti e forse prenderanno per mano anche noi. Lasciamo che ci leggano ancora una volta una favola… per farci addormentare con dolcezza e tornare a sognare.
ARCHIVIO - Donne sull'orlo di...Parma
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