Lunardi: "Giusto che i magistrati rispondano dei propri errori"
di Giuliano Molossi
La settimana scorsa il governo Monti è stato clamorosamente battuto alla Camera sulla responsabilità civile dei giudici. Duecentosessantaquattro deputati (contro 211 contrari) hanno votato a favore dell'emendamento del leghista Gianluca Pini che prevede anche per i magistrati il principio del «chi sbaglia paga». Lega e Pdl in maniera quasi compatta e almeno 50 deputati del Terzo Polo e del Pd (contro le indicazioni dei due rispettivi partiti) hanno detto sì all'introduzione di questa norma «esplosiva». Fra loro c'era anche l'onorevole parmigiano Pietro Lunardi, del Pdl.
Onorevole Lunardi, ci spiega le ragioni del suo voto a favore della responsabilità civile dei giudici?
Il mio non è stato certamente un voto per ordini di scuderia, ma è stato un voto assolutamente convinto. Io ritengo che il magistrato, come tutti gli altri professionisti, come il medico, come l'ingegnere, debba rispondere per gli errori compiuti. Se ritiene di non doverne rispondere, allora è meglio togliere dai tribunali la scritta «la legge è uguale per tutti».
Ma non è quello che già avviene?
Se un cittadino ritiene di aver subito danni ingiusti da un provvedimento giudiziario compiuto da un magistrato, può pretendere dallo Stato il risarcimento dei danni. Lo Stato, poi, dovrebbe rivalersi sul magistrato. Non è così? Sì, però esiste anche una responsabilità morale, della quale nessuno parla mai, ma che è molto significativa. C'è gente che ha avuto la vita rovinata per colpa di un giudice. Chi risarcisce questi danni irreparabili? E' giusto, a mio parere, che il giudice che sbaglia paghi di tasca sua.
(L'articolo completo sulla Gazzetta di Parma in edicola)
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