Laura Ugolotti
Anche i medici di Parma aderiranno allo sciopero nazionale indetto dall’organizzazione sindacale Fimmg, Federazione Italiana Medici di Medicina Generale. Da giovedì 9 a domenica 12 febbraio quindi, fa sapere la Direzione Generale dell’Azienda Usl di Parma, «si potrebbero verificare delle sospensioni o rallentamenti della consueta attività».
«Ci spiace creare disagio ai cittadini, ma non abbiamo scelta». Così ha commentato Paolo Ronchini, vice segretario Fimmg Provinciale che spiega anche il motivo dello sciopero: «Il decreto di fine dicembre del Governo impone alle fondazioni private che raccolgono i contributi previdenziali degli ordini professionali un equilibrio di bilancio, tra entrate e pensioni erogate, tale da garantire la copertura per un periodo che passa da 30 a 50 anni. Come medici liberi professionisti versiamo, nell’arco di una vita, dai 300 mila ai 500 mila euro di contributi ad una fondazione privata, l’Enpam, che è autosufficiente e che potrebbe garantire la copertura richiesta, se solo lo Stato ci permettesse di utilizzare i beni immobiliari e patrimoniali di cui la fondazione dispone».
«Si tratta di fondi che provengono dai nostri risparmi - sottolinea Corrado Parodi, segretario provinciale Fimmg -, accantonati proprio per poter essere utilizzati in periodi di necessità. E questo è un periodo di necessità». «Siamo d’accordo - continua il segretario - che in un periodo di crisi tutti si debbano adeguare e fare dei sacrifici e siamo pronti a fare la nostra parte. Non intendiamo gravare in alcun modo sulle casse statali e non chiediamo alcun contributo economico al Governo, ma solo di poter accedere alle nostre risorse». Se così non fosse e il blocco previsto dal decreto venisse confermato, «i risparmi di una vita, che sono i nostri», sottolineano Ronchini e Parodi, andrebbero allo Stato e sarebbero perduti.
Pare che le trattative con il ministro Elsa Fornero per chiedere la modifica del decreto siano in corso, «ma di fatto ancora non si è concluso nulla. I tempi però stringono, quindi non ci resta che scioperare per far sentire le nostre ragioni e tentare di accelerare le trattative». Nei quattro giorni di sciopero saranno comunque garantite a tutti i cittadini le prestazioni indispensabili, ovvero le visite a carattere di urgenza, l’assistenza domiciliare integrata e l’assistenza programmata ai malati terminali. Nelle giornate di sabato e domenica sciopereranno anche 118 e Guardia medica, sempre fatte salve le prestazioni indispensabili.
Giorni e orari - Le modalità
I medici di medicina generale sciopereranno, con la chiusura di tutti gli studi, giovedì 9 e venerdì 10 febbraio, dalle 8 alle 20. Saranno però assicurate le visite domiciliari urgenti, l’assistenza domiciliare integrata e l’assistenza programmata ai malati terminali. I medici di continuità assistenziale (ovvero la Guardia medica) si asterranno dal lavoro dalle 10 di sabato 11 febbraio alle 20 di domenica 12 febbraio.
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