Appalti per le mense, Signorini pronto a patteggiare: 1 anno e mezzo
Da «Green money» a «Easy money»: inchieste diverse, ma con esiti che cominciano ad assomigliarsi. Anche per quanto riguarda il filone sulle mazzette per gli appalti dei servizi mense in nidi e materne, cominciano ad arrivare i primi accordi di patteggiamento. Paolo Signorini, assistente fino allo scorso settembre dell'assessore alla Scuola e all'infanzia, Giovanni Bernini, ha formalizzato l'accordo con il pm Paola Dal Monte: 1 anno e 6 mesi (pena sospesa). Ma ora toccherà al gip dire l'ultima parola.
Accusato di concorso in tentata concussione e corruzione, fu arrestato insieme all'amministratore pidiellino e agli imprenditori Antonio Martelli e Mauro Tarana, entrambi rimessi poco dopo in libertà dal Riesame. Due settimane passate in cella per Signorini, che decise di farsi subito interrogare dal pm. Rimase poi due mesi agli arresti domiciliari e tornò libero il 13 dicembre.
Circa 8.000 euro la cifra che, su ordine di Bernini, Signorini avrebbe ricevuto da Tarana, amministratore di Parma multiservizi, per garantire alla Copra il rinnovo dell'appalto per il servizio di ristorazione in nidi e scuole dell'infanzia. Ma l'ex segretario avrebbe anche fatto pressioni su un altro imprenditore affinché versasse soldi da girare poi all'assessore. Ma in quell'occasione il «meccanismo» s'inceppa. Quando, il 15 dicembre 2010, l'imprenditore, dirigente della Camst, va nel suo ufficio, si sarebbe sentito dire da Signorini: «Se volete il rinnovo del contratto, ci vogliono dei soldini...». Sul piatto c'è il rinnovo del contratto d'appalto per i servizi mensa in scadenza dopo sei anni. Ma nel giro di poche ore il manager della Camst fa denuncia in procura. Un ricatto che, secondo l'accusa, Signorini avrebbe fatto al dirigente della società su incarico di Bernini. E che contemplava un'ulteriore richiesta: oltre ai soldi, la cooperativa avrebbe anche dovuto assumere una persona «gradita» all'assessore. Patteggia, Signorini. E l'ex amministratore? La difesa di Bernini sta trattando per arrivare a un accordo con il pm sull'applicazione della pena. Completamente diversi, invece, i casi di Martelli e Tarana: «assolti» dal tribunale del Riesame, attendono i passi della procura. Che - certamente - non condivide la «lettura» dei giudici bolognesi.G. Az.
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