Intercettazione Fassino-Consorte, Silvio Berlusconi rinviato a giudizio
Silvio Berlusconi è stato rinviato a giudizio dal gup Maria Grazia Domanico per la fuga di notizie relativa all’intercettazione Fassino-Consorte legata alla tentata scalata a Bnl da parte di Unipol. Quello che si aprirà è il quarto processo a Milano per l’ex premier.
Il processo a Silvio Berlusconi si aprirà davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Milano il prossimo 15 marzo. Gli altri tre processi in cui l’ex premier è imputato sono quelli sul caso Mills, sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv Mediaset e quello sulla vicenda Ruby.
Berlusconi ha spiegato stamane davanti al giudice di non aver mai dato ordini per far pubblicare il contenuto del "nastro" su Il Giornale. Lo ha riferito l’avvocato Niccolò Ghedini. Lo storico difensore dell’ex premier, parlando con i cronisti, ha chiarito che questa mattina Berlusconi, nel corso dell’interrogatorio e delle dichiarazioni spontanee in aula, «ha detto la verità, ossia che nulla sa di questa vicenda come emerge poi dagli atti del procedimento». Il legale ha spiegato che il leader del Pdl ha detto davanti al giudice «che non ha mai ascoltato quella telefonata, che non ha mai dato ordini di pubblicarla e che non ha mai avuto alcuna compartecipazione nella vicenda». L’avvocato, infine, ha raccontato che l’ex premier ha sì affermato di aver ricevuto gli imprenditori Favata e Raffaelli ad Arcore la vigilia di Natale del 2005, ma che «li ha ricevuti come riceve e ha ricevuto altre centinaia di imprenditori».
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