I compagni di Sebastiano: "Ha raggiunto la nonna e il suo mito Sic"
Ci sono dolori che vanno urlati al mondo intero, o forse solo affrontati insieme. Ieri, anche la sorellina di Sebastiano Azzali, il 14enne vittima dell'incidente di giovedì pomeriggio in viale Rustici, ha trascorso qualche ora all’istituto comprensivo «P.G.E. Porta». E’ un sabato diverso da ogni altro in via Brigate Julia. Al suono della prima campanella gli striscioni fanno capolino dalle finestre della scuola. Sopra la scritta: «Ciao Seba» e un grande cuore, o ancora: «Sarai sempre con noi».
Nella classe terza, quella di Sebastiano, il banco è vuoto. E, nonostante l’istituto si chiuda in un fermo, rispettoso silenzio, trapela un messaggio forte e chiaro: «La scuola sta facendo di tutto per accompagnare gli alunni in questa esperienza», spiega qualcuno che preferisce non rivelare il nome. Incontri per parlare a ruota libera, momenti di preghiera, insegnanti che sanno tendere la mano.
Chi parla invece senza riserve sono Mari, Engy, Nico e Anto: tra i più cari amici di Sebastiano (...) Mari, così come Nico e Anto ammette di sentirsi dentro un incubo: «Ieri (venerdì per chi legge ndr) non potevamo credere a quanto è successo - proseguono -. Ora dobbiamo solo pensare che è con la sua nonna e quel Sic che adorava». Già, il mito di Simoncelli che ispirava Sebastiano durante le gite fuori porta e i tornei di motocross.
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