"La maestra vecchia" e il suo funerale
Cristina è la vecchia maestra del paese. Ormai in punto di morte, chiama Peppone al suo capezzale e chiede che venga esaudito il suo ultimo desiderio: la bandiera con lo stemma sabaudo al suo funerale, a coprire la bara.
Gli appassionati di Giovannino Guareschi ricorderanno molto probabilmente questo bellissimo personaggio, «La maestra vecchia», protagonista di uno dei racconti del «Mondo piccolo». Oggi la maestra Cristina rivive in una nuova veste grazie a Renoir Comics, che ha portato a fumetti alcune delle storie più belle della saga di don Camillo e Peppone. La storia completa, che Gazzetta di Parma offrirà ai suoi lettori in due pagine di strisce, inizia proprio al capezzale dell’anziana maestra. Cristina, in punto di morte, non ha perso il suo spirito: trova la forza di chiamare don Camillo «prete bolscevico» e di strigliare a dovere il sindaco Peppone, suo ex alunno, per le «porcherie» fatte con le rane e per essere un rappresentate di quei comunisti che hanno mandato via il Re.
Monarchica convinta, la maestra Cristina si rivolge proprio al sindaco per chiedere di essere accompagnata dalla bandiera sabauda nel suo ultimo viaggio. La faccenda è delicata e Peppone decide di sottoporre la richiesta al giudizio dei rappresentanti di tutti i partiti del Comune. La maggioranza è contraria, ma alla fine la decisione spetta al sindaco: «Come sindaco approvo il vostro parere di evitare la bandiera richiesta dalla defunta. Però, siccome in questo paese non comanda il sindaco ma comandano i comunisti vi dico che me ne infischio del vostro parere, e domani la signora Cristina andrà al cimitero con la bandiera che vuole lei perché io rispetto più lei morta che voi tutti vivi, e se qualcuno ha qualcosa da obiettare lo faccio volare giù dalla finestra».
Come Davide Barzi, lo sceneggiatore di «Don Camillo a fumetti», sia riuscito a rendere in strisce la storia e la vivacità dei dialoghi di Guareschi lo scoprirete sfogliando la Gazzetta di Parma. E nonostante quello di domenica sia uno degli ultimi appuntamenti con le strisce settimanali, gli appassionati potranno rifarsi in autunno, quando i volumi di Renoir Comics da cui le strisce sono estratte, saranno distribuiti insieme al quotidiano.
Il prevedibile finale della storia, nel frattempo, ve lo anticipiamo noi, riportando ancora una volta il testo di Guareschi, a cui Barzi si è ispirato fedelmente, sotto la supervisione dei figli dello scrittore, Alberto e Carlotta. «E così il giorno dopo la signora Cristina andò al cimitero nella bara portata a spalla da Peppone, dal Brusco, dal Bigio e dal Fulmine. E i quattro avevano al collo i loro fazzoletti rossi come il fuoco, ma sulla bara c’era la bandiera della signora maestra. Cose che succedono là, in quel paese strampalato, dove il sole picchia martellate in testa alla gente e la gente ragiona più con la stanga che col cervello, ma dove, almeno, si rispettano i morti».
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