La «rivoluzione dolce» di Rob Hopkins sbarca a Parma. Lunedì (24 settembre) alle 17, nella Biblioteca di San Giovanni in piazzale San Giovanni 1, il co-fondatore del Movimento delle Transition Towns parlerà del rinnovamento radicale, ma «soft», delle «città in Transizione». Introdurrà Marco Deriu, docente all'Università di Parma.
L’evento è promosso dalla rete Cibopertutti nell’ambito di Kuminda-Il diritto al cibo, in collaborazione con l’Associazione per la decrescita, a margine della «3° Conferenza internazionale sui temi della decrescita, della democrazia, dei beni comuni e del lavoro» che si tiene a Venezia fino al 23 settembre (http://www.venezia2012.it/). L’idea della Transizione nasce in Irlanda, a Kinsale, dove Rob Hopkins, professore inglese, sviluppa assieme ai suoi studenti un piano che affronti i temi fondamentali per il futuro del pianeta e dell’umanità: «Come possiamo aumentare la nostra “resilienza” (per mitigare le conseguenze del picco del petrolio) e ridurre drasticamente le nostre emissioni di CO2 (per mitigare gli effetti del riscaldamento globale) in tutti gli aspetti della vita e delle attività di questa comunità?». Dopo quell’esperimento didattico durato due anni, Hopkins torna in Inghilterra e prova a mettere in pratica le sue idee a Totnes, nel Devon, trovandosi così nel 2005 a fondare l’idea delle Transition Towns. Il movimento assume ben presto una dimensione internazionale, una rete articolata della Transizione che ha suscitato entusiasmo e adesioni dalle piccole comunità fino alle città, un esperimento sociale su grande scala. «Se agiamo subito, in modo collettivo – sostiene il movimento – è molto probabile riuscire a creare un nuovo e piacevole modo di vivere con maggiori relazioni tra le persone e maggiore integrazione con l’ambiente rispetto all’attuale frenetico sistema dipendente dal petrolio».
Alcune indicazioni di lavoro: non aspettare i governi, andare oltre l’intervento individuale e agire come comunità, attraverso il coinvolgimento delle persone. Un movimento che parte dal basso, dai bisogni e dalla creatività delle persone in una prospettiva di riorganizzazione sostenibile e resiliente. Consumare meno energia evitando gli sprechi; coltivare nel rispetto della terra e delle persone; produrre nel rispetto dell’utilità sociale; ricercare benessere e felicità.
La Resilienza, parola-chiave del movimento, è la capacità della comunità di rispondere al meglio ai repentini cambiamenti, la capacità di riorganizzarsi sempre in positivo, mai «contro» ma «per». Le iniziative di Transizione si impegnano a creare resilienza in diverse aree (alimentazione, economia, energia) e su diverse scale (dal locale al nazionale). Promuovono l’incontro di Parma con Rob Hopkins diverse associazioni, oltre a Cibopertutti e all’Associazione Italiana per la Decrescita: Kwa Dunìa, Movimento Decrescita Felice, Slow Food - Condotta di Parma, Legambiente Parma, Verdi Ambiente Società, Verso il Distretto Economia Solidale parmense, WWF Parma, Associazione Donne Ambientaliste, Comuni Virtuosi.
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