La testimonianza di una mamma
Questa sera alle 21,30 circa alla stazione di Parma è successo il finimondo: mio figlio, insieme ad altri cinquanta bambini di terza e quarta elementare, con le loro tre insegnanti accompagnatrici, sono stati "rapiti" dal treno che da Torino avrebbe dovuto riportarli a Parma. La porta della loro carrozza non si è aperta in quanto bloccata e non hanno fatto in tempo a cambiare vagone prima che il treno, senza personale che autorizzasse la ripresa del viaggio da terra, ha ripreso la sua corsa.
Panico totale x loro sul treno e per noi genitori sui binari. Urla e picchiate contro non lo hanno fermato, addirittura è partito con una porta apreta: se uno dei bimbi avesse cominciato a scendere sarebbe stato travolto.... Nessuno del personale delle Ferrovie si è curato della faccenda, anzi non c'era nessuno. Poi la polizia ferroviaria allertata dai genitori, si è messa in contatto con il treno che ha fatto scendere i bambini a Reggio, dove, fortunatamente, arrivava una Freccia Rossa che li ha riportati a Parma, il tutto con quasi un'ora di ritardo rispetto al previsto. Che vergogna che succedano queste cose, che le Ferrovie non si siano proprio curate di una scolaresca così numerosa e che anzi ci siano passate su.
Anche per il viaggio del mattino alle 7,13 ho visto la stessa non curanza nei confronti di viaggiatori così particolari: le carrozze non erano segnalate con cartelli di "riservato", i bambini si sono spaesati alla vista di altre persona negli scompartimenti e hanno rallentato la salita, e il capotreno, invece di andare a dargli una mano, ha fischiato più volte con disappunto per fare accellerare la salita e non si è ciurato di vedere della loro sistemazione. Io non so se rientra nei loro doveri di impiegati delle Ferrovie, ma come essere umani e magari papà dovrebbero proprio vergognarsi.
Emilia Carginale
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