Riti e ansie della vigilia: chi si porta la macedonia, chi si affida alla Provvidenza
di Ilaria Graziosi
“Cosa mi sono portata per affrontare il compito di matematica della seconda prova? Una macedonia!”. Sara, una studentessa dell’Ulivi, stamattina si è presentata davanti al cancello della sua scuola con un contenitore pieno di frutta e lo zainetto. ”Abbiamo 6 ore di compito, dovrò pur mangiare qualcosa!”. Se l’emozione da primo impatto con il tanto temuto esame di stato oggi è solo un ricordo, il tasto dolente stamattina è la seconda prova, che terrorizza letteralmente gli studenti del liceo classico con la versione di latino e quelli del liceo scientifico con il compito di matematica.
Matteo, pochi minuti prima di entrare, arriva davanti all’Ulivi senza nemmeno lo zainetto. “Ho solo questa penna e la calcolatrice. Mi affido alla Provvidenza, con il compito di matematica ho sempre fatto così!”. Di copiare? Sembra proprio non se ne parli. Troppo il timore dei commissari esterni. Stessa ansia al Liceo Romagnosi. Le voci sul possibile autore della versione cominciano a rincorrersi dalle 7,30. “Ho sentito che potrebbe esserci Tacito - racconta Valentina - ma la mia speranza, anche se si rivelerà vana, è Cesare. Ma è troppo semplice come autore, non saremo mai così fortunati”. Ora non resta che attendere la fine delle 4 ore previste per la versione di latino e le 6 ore per il compito di matematica.
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