Gioia e delusione fra gli studenti dell'Ulivi
di Ilaria Graziosi
Il primo a uscire dal liceo scientifico Ulivi, dopo «appena» 4 ore e mezza su 6 previste, è Lorenzo Piroli. Non ha la faccia tirata e scura che - di consueto - hanno la maggior parte degli studenti che si trovano ad affrontare un compito di matematica durante la maturità. Anzi. Il suo sorriso e la sua tranquillità per un momento fanno pensare che a tutti possa essere andata bene. «Sono contentissimo - dichiara Lorenzo - il compito non l'ho trovato affatto difficile. Ammetto che con la matematica me la sono sempre cavata, ma mi aspettavo davvero qualcosa di più difficile».
Nelle sue parole, i due problemi e i dieci quesiti proposti su funzioni, logaritmi, geometria piana e trigonometria sembrano facili per tutti. Ma l’illusione non dura molto. Nicole Eridano esce pochi istanti dopo Lorenzo. Scende tre scalini e scoppia a piangere. E non solo per la tensione. «Per me è stato molto difficile. Non riuscivo a fare niente e anche se un pò me lo aspettavo perché in matematica non sono mai stata un genio, mi dispiace pensare di averlo fatto male».
Stessa rassegnazione nelle parole di Andrea Palmieri. «Non ho risolto nessuno dei due problemi, per me erano incomprensibili solo a leggerli. E sono anche arrivato in ritardo stamattina, quindi mi hanno sistemato tra le prime file e non ho potuto tentare nemmeno di chiedere un piccolo aiuto».
Eppure, per la maggior parte dei maturandi, le varie dimostrazioni di geometria, derivate e calcolo combinato non sono state così impossibili da risolvere. «E' andata bene, non era difficile - commentano Giacomo Fava, Silvia Catuzzi, Matteo Rossi e Federico Ferrari - ci siamo trovati spiazzati solo davanti al Teorema di Cavalieri, che non avevamo trattato durante l’anno scolastico.
Ma siamo arrivati ad un accordo con la commissione: abbiamo avuto la possibilità di avere la stessa valutazione facendo un problema in meno e svolgendo un quesito in più».
«E’ finita la prova che più mi spaventava - esulta Lorenzo Sarcinella -; stamattina prima di entrare mi sono fatto prendere dal panico, ma non mi sarei mai aspettato di uscire sentendomi abbastanza soddisfatto».