"Mamme in prestito": le chiedono 5000 famiglie
Sono più di un migliaio le mamme babysitter (concentrate soprattutto in Emilia-Romagna, Lazio, Calabria, Veneto e Trentino-Alto Adige) che si occupano dei piccoli altrui, dai tre ai cinque contemporaneamente, nella propria casa. Risulta da un monitoraggio che il Comune di Parma ha realizzato in occasione dell’avvio dei corsi di formazione destinati proprio alle mamme educatrici.
A Parma è forte la richiesta da parte delle famiglie che, se con un figlio da tre a sei anni, godranno anche di un contributo economico per potersi avvalere di queste nuove figure.
La 'mamma in prestito' organizza il proprio calendario in funzione di quello della madre lavoratrice, facendo conciliare le esigenze di quest’ultima con le proprie e accogliendo altri bambini a casa, per alcune ore, proprio come se andassero all’asilo. Sempre secondo la ricerca, sono già oltre 5.000 le famiglie che intendono usufruire del servizio in alternativa agli asili nido tradizionali e alla custodia dei nonni.
"Molto spesso – commenta il sindaco Pietro Vignali – nemmeno i mariti conoscono i salti mortali che le proprie mogli sono costrette a fare per conciliare il ruolo di mamme che educano i figli, di figlie che si prendono cura dei genitori anziani, di mogli, di lavoratrici, di persone che vivono il tempo libero. Noi uomini siamo ancora abituati all’idea che facciamo tutto noi. Penso che servizi innovativi come questo siano fondamentali per permettere alla famiglia di mantenere il proprio ruolo in una società che cambia a grande velocità".
Il 13 ottobre scorso è stato istituito l’Albo dei soggetti accreditati dal Comune di Parma per il servizio di Tagesmutter ('mamme di giorno'), promosso dall’assessorato al Welfare in collaborazione con l’associazione nazionale DoMuS per la promozione, organizzazione e sviluppo dei servizi alle famiglie.
La costituzione dell’Albo è stato l’avvio vero e proprio del servizio: le famiglie interessate potranno infatti rivolgersi ai soggetti ammessi per avvalersi di queste figure per far accudire i propri figli. Soggetti accreditati sono la cooperativa sociale Domus Parma e la cooperativa sociale Sei da me. A queste fanno capo le singole Tagesmutter.
«Il servizio – ha spiegato Vignali – si inserisce nella politica di sostegno alla famiglia che l’Amministrazione sta portando avanti dall’inizio del mandato. Auspico anche un intervento del Governo, l’apertura di un tavolo con le Regioni, affinchè le normative regionali sui servizi educativi siano meno restrittive di quelle attuali, considerata la crescente domanda di servizi per la prima infanzia. In questo modo si potrebbero offrire opportunità aggiuntive per questa fascia di età e dare risposte a un maggior numero di famiglie».
Il servizio è diffuso da tempo nei Paesi del Nord Europa; in Italia – hanno ricordato da Parma – si è sviluppato, con caratteristiche specifiche, soprattutto in Provincia di Trento.