L'avvocato della famiglia: "Saladino morto per abuso di farmaci?"
Giuseppe Saladino potrebbe essere morto per un abuso di farmaci, forse assunti nelle dosi sbagliate. È una delle ipotesi per spiegare il decesso del 32enne, secondo quanto afferma il legale della famiglia del giovane, Letizia Tonoletti. L'avvocato per il momento sembra escludere invece l’ipotesi dei maltrattamenti in carcere.
«Inizialmente il medico legale non aveva riscontrato segni di percosse sul corpo», spiega l’avvocato Tonoletti, anche se la madre di Saladino, Rosa Martorano, parla di due ematomi sul cadavere del figlio, una sulla fronte e uno sulla tempia, grandi come una moneta di un euro. Durante il riconoscimento la stessa madre e il cognato avrebbero poi notato un rivolo di sangue uscire dalla bocca del giovane, probabilmente dovuto alla posizione del corpo al momento del decesso.
Il personale carcerario, sempre secondo quanto ribadisce il legale della famiglia, si sarebbe accorto della morte di Giuseppe Saladino solo intorno alle 6 o alle 7 della mattina. Anche il compagno di cella sosterrebbe di aver visto muovere il 32enne durante la notte.
L'inchiesta contro ignoti del pm Roberta Licci, per omicidio colposo, dovrà capire - grazie soprattutto all’autopsia eseguita dal medico legale Cristiano Bertoldi (alla presenza del perito della famiglia Roberto Marruzzo) - se il giovane avesse assunto droga nelle ore precedenti alla morte. E in particolare va chiarito se lo abbia fatto nel pomeriggio in cui il giovane violò gli arresti domiciliari.
«Si sarebbe anche potuto procurare l’eroina prima di tornare in carcere, ma in caso di overdose sarebbe morto nel giro di pochi minuti», dice l’avvocato Tonoletti. L'esito dell'autopsia è atteso per i prossimi giorni.