Il sindacato: "La Polizia penitenziaria è un'istituzione sana"
«La Polizia penitenziaria è un'istituzione sana»: lo ribadisce Donato Capece, segretario del Sindacato autonomo di Polizia penitenziaria (Sappe), riferendosi alle polemiche legate alla morte di Stefano Cucchi a Roma, al pestaggio di un detenuto nel carcere di Teramo, e all’inchiesta per omicidio colposo aperta a Parma sulla morte di Giuseppe Saladino.
I poliziotti e le poliziotte penitenziarie, spiega Capece, «nel solo 2008 sono intervenuti tempestivamente in carcere salvando la vita ai 683 detenuti che hanno tentato di suicidarsi ed impedendo che i 4.928 atti di autolesionismo posti in essere da altrettanti ristretti potessero degenerare ed ulteriori avere gravi conseguenze».
Il sindacalista sottolinea ancora: «Abbiamo tutti il massimo rispetto umano e cristiano per il dolore dei familiari del detenuto Stefano Cucchi, morto nel reparto detentivo dell’ospedale Pertini di Roma, come lo abbiamo per tutti coloro che hanno perso un proprio caro detenuto. Ma non possiamo accettare una tendenziosa e falsa rappresentazione del carcere come luogo in cui quotidianamente e sistematicamente avvengono violenze in danno dei detenuti che traspare da alcune cronache giornalistiche apparse in questi giornali».
Capece chiede che la magistratura «accerti responsabilità e verità con serenità equilibrio e rispetto dei valori costituzionali» e ricorda che i poliziotti penitenziari «sono persone che nelle carceri italiane subiscono con drammatica sistematicità - nell’indifferenza dell’opinione pubblica, della classe politica ed istituzionale - continue aggressioni da una parte di popolazione detenuta aggressiva e violenta. Altro che “massacri”».
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