24/11/2009 -

Parma


Le ragioni della mobilitazione

Un comunicato degli organizzatori spiega i motivi della mobilitazione:

In un documento unitario, che costituisce la piattaforma della mobilitazione, le organizzazioni professionali agricole e le centrali cooperative di Parma denunciano l’assenza, nella Legge Finanziaria nazionale per il 2010, di risposte alle esigenze di sviluppo del settore agricolo e condannano la cancellazione, rispetto al passato, delle risorse a sostegno:
* del Fondo di Solidarietà Nazionale per le assicurazioni agevolate;
* delle agevolazioni previdenziali per le aziende agricole che operano nelle aree montane e svantaggiate;
* delle agevolazioni fiscali sulle accise del gasolio per le coltivazioni in serra. 
La denuncia riguarda anche la mancata erogazione dei 45 milioni di euro previsti dalla legge n. 33/09 per le aziende che hanno acquistato quote latte.

Confagricoltura, Cia, Confcooperative-Fedagri, Legacoop Agroalimentare e UPLAS parmensi, nel sottolineare la drammaticità della situazione, ribadiscono il rischio della chiusura  di centinaia di aziende agricole, qualora non venissero varati seri provvedimenti e qualora permanesse l’assenza di una politica economica per il settore.

Le cause della grave crisi dell’agroalimentare - e in particolare del comparto del Parmigiano-Reggiano - non sono da attribuire unicamente agli effetti negativi della globalizzazione e delle recenti crisi finanziarie ed economiche che pur incidono sulle capacità di spesa dei consumatori.
Le cause sono più profonde e vengono da lontano.
Siamo in presenza di una crisi strutturale aggravata da congiunture negative, dall’assenza di programmazione e dalla mancata predisposizione di adeguati strumenti di politica per il settore, il tutto aggravato dalla mancanza di risorse per gestire la fase di cambiamento e di selezione che il mercato, selvaggiamente, sta operando tra le imprese ed i sistemi produttivi. 
Occorre, per il futuro, prevedere norme atte a programmare la produzione attraverso un’autoregolamentazione nel settore dei formaggi Dop.

La volontà delle nostre organizzazioni è di dar vita ad una mobilitazione unitaria, civile, autonoma, aperta a tutti coloro che giudicano l’agricoltura un patrimonio economico e culturale importante, che va salvaguardato.
Per questo motivo auspichiamo l’appoggio di tutte le istituzioni regionali e provinciali alle nostre legittime rivendicazioni.
In particolare alla Regione chiediamo un forte impegno sulle materie di propria competenza, tra le  quali spiccano la normativa regionale, il bilancio, il credito e le bonifiche.
Inoltre ribadiamo l’urgenza di apportare tutte le correzioni necessarie per un buon funzionamento della gestione del Piano di Sviluppo Rurale, per recuperare efficienza e tempestività nell’esame dei progetti presentati dagli agricoltori parmensi.

Confagricoltura, CIA,  Confcooperative Fedagri, Legacoop Agroalimentare e UPLAS di Parma chiedono ai Governi - nazionale e regionale -, al Parlamento, agli enti locali, alle forze politiche e sociali e ai cittadini il sostegno per l’affermazione della centralità dell’agricoltura in una moderna economia. L’Agricoltura garantisce cibo, sicurezza alimentare, tutela del paesaggio, valorizzazione del territorio e crea occupazione.


Per le ragioni sopraelencate chiediamo l’immediata individuazione ed applicazione di un pacchetto di misure nazionali in grado di sostenere le imprese e prepararle alla fase del rilancio  e dello sviluppo tramite:
* il ripristino del Fondo di Solidarietà Nazionale, facendone una misura permanente, con una dotazione sufficiente a coprire anche le annate 2008 e 2009 (250 milioni di euro);
* la proroga delle agevolazioni contributive per zone montane e svantaggiate (200 milioni di euro);
* l’accesso al credito a tassi agevolati con garanzia pubblica (per il sostegno agli istituti bancari lo Stato ha già determinato particolari condizioni di sostegno ad altri settori produttivi);
* la sospensione delle procedure di riscossione dei crediti maturati dagli istituti di credito nei confronti delle imprese agricole e la rateizzazione delle passività;
* il ripristino del finanziamento dei contratti di filiera mediante le risorse (400 milioni di euro) a tal proposito accantonate nel Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS);
* l’erogazione dell’aiuto di Stato fino a 15 mila euro per azienda, così come accordato dalla Commissione europea;
* la pronta messa a disposizione degli aiuti per la diversificazione produttiva nel settore bieticolo-saccarifero (43 milioni di euro);
sgravi e incentivi tributari e contributivi per la riduzione dei costi produttivi ed amministrativi, per contribuire a sanare le perdite reddituali e per far ripartire gli investimenti;
* la sospensione dell’imminente rata della legge 119/03;
* la riduzione del cuneo fiscale per le aree non agevolate del Centro e del Nord (6 milioni di euro);
* l’estensione della Tremonti Ter alle imprese individuali per gli investimenti in macchinari e attrezzature agricole (300 milioni di euro);
* l’erogazione dei 45 milioni di euro previsti dalla legge 33/09 per le aziende che hanno acquistato quote latte;
* il rifinanziamento delle agevolazioni tributarie per riordino fondiario (140 milioni di euro);
* la riduzione del 50% dell’IVA per l’acquisto delle materie prime e la fissazione al 4% dell’IVA sulle nuove strutture realizzate nell’ambito dei Piani di sviluppo rurale;
* l’estensione del credito d’imposta per gli investimenti all’intero territorio nazionale;
* l’aumento della dotazione finanziaria per il credito d’imposta per l’imprenditoria giovane, raddoppiando i massimali per ogni singolo intervento;
* la proroga dell’accisa zero sul gasolio a valere per l’intero settore agricolo e riduzione al 4% dell’aliquota IVA sui carburanti utilizzati nelle attività agricole a tutto il 2010;
* la sospensione dei contributi INPS;
* l’utilizzo degli stanziamenti non spesi per gli ammortizzatori;
* la massima diffusione dell’autocertificazione.

 







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