L'ex consulente d'arte: "Quel tesoro non vale cento milioni"
Che si tratti di un tesoro artistico, non c'è dubbio. Ma sul fatto che i 19 dipinti di Calisto Tanzi sequestrati dalle Fiamme Gialle valgano cento milioni di euro, Paolo Dal Bosco nutre più di qualche dubbio.
Il consulente d'arte che aveva lavorato per il cavaliere negli anni Novanta, e che aveva comperato per lui i quadri di arte moderna parla di un valore complessivo attuale di "circa cinque milioni", tenendo conto "della rivalutazione economica delle opere d'arte degli ultimi 15 anni".
Dal Bosco snocciola cifre all'Ansa: Tanzi avrebbe pagato 500mila euro per "La scogliera del Pourville" di Monet, 15mila euro per un Degas, 180mila euro per un Gaugin, 150mila per la tempera "Salice cimato" di Van Gogh, 200mila per un Picasso, 200mila per un Manet, 280mila per un Van Gogh e 80mila per un Pissarro.
Per una decina d’anni Paolo Dal Bosco è stato uomo di fiducia di Tanzi per quanto riguarda il mondo dell’arte moderna. "Ho seguito anche acquisti di sculture e di opere grafiche destinate in gran parte ad essere regalate in occasione delle festività di Natale o per ricorrenze particolari, in Italia e all’Estero. Nella mia veste di consulente ho operato anche sconsigliando Tanzi l’acquisto di opere perchè in qualche caso si sono rivelate non pienamente in linea con le aspettative". Alcune opere d’arte sono state acquistate anche dalla moglie Anita Chiesi, a sua volta appassionata d’arte e membro del comitato artistico della Fondazione Magnani Rocca.
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