La lista della «Destra» riammessa alle elezioni
Il simbolo de «La Destra» sarà sulla scheda elettorale. Ma solo nella provincia di Parma, perché nel resto dell'Emilia Romagna il partito di Francesco Storace è stato escluso dalla competizione per il rinnovo dell'Assemblea legislativa della Regione. Il motivo? I militanti non sono riusciti a raccogliere il numero sufficiente di firme a sostegno della lista in almeno cinque province del territorio. Una circostanza già prevista dai vertici del partito, che non aveva sollevato proteste fra gli iscritti. L'esclusione dalle regionali era stata confermata anche a Parma, dove invece «La Destra» era stata in grado di allegare le mille firme alla lista.
Una lettera datata 8 marzo, proveniente dal tribunale, aveva confermato la «cancellazione» del simbolo dalla scheda, ma un provvedimento emanato ieri dallo stesso tribunale ha ribaltato la situazione.
I giudici Renato Mari, Nicola Sinisi e Antonella Ioffredi, dopo «un'attenta e corretta lettura dell'articolo 1 della legge 43 del '95», hanno ritenuto di dover riammettere la lista in vista delle consultazioni del 28 e 29 marzo. Il «caso Parma» è unico in regione, in quanto a Modena, Piacenza e Ferrara il partito è stato definitivamente escluso dalle elezioni, e questo perché i vertici locali avevano provveduto a ritirare formalmente la presentazione della lista, cosa non accaduta invece in città.
Alla luce del pronunciamento del tribunale, i quattro candidati, Domenico Muollo, Alberto Zanettini, Priamo Bocchi e Gaetano Vilnò potranno, e dovranno, iniziare la campagna elettorale.
La decisione di riammettere «La Destra» non comporta alcun nuovo sorteggio per stabilire l'ordine dei simboli al fianco di ogni candidato presidente. Il sorteggio era già stato effettuato il primo marzo, e aveva stabilito il seguente ordine: Lega Nord, «La Destra» e Pdl. P.D.