Enrico Gotti
«Abbiamo ricevuto tanti messaggi di malati e non che ci spronavano, in questo progetto, dicendo che stavamo dando loro molta forza, questa è la vittoria più grande, al di là della medaglia che ci potremo mettere al collo, alla fine della maratona». Francesco Canali, ex cestista ed ex podista, malato di Sla dal 2001, «correrà» la maratona in carrozzina, spinto da quattro amici, sostenuto da una città intera. «Al di là dei 42 chilometri, il nostro obiettivo è molto ambizioso - dice -; vorrei sensibilizzare l’opinione pubblica sulla malattia, raccogliere fondi per la ricerca, per finanziare l’acquisto di apparecchiature, e dare uno stimolo alle persone malate che si chiudono in se stesse, che non vogliono uscire, per dare loro una scossa».
Del progetto «Vinci la SLA... di corsa a New York» (www.vincilasla.it), Francesco Canali ha parlato ieri durante una riunione conviviale del Rotary club Parma, che ha garantito un cospicuo contributo per il progetto. E Ferdinando Guareschi, della Lampogas, ha annunciato che la sua azienda pagherà la carrozzina speciale che servirà a Canali per la sua «impresa». «L'iniziativa è incredibile - dice Luigi Benassi, presidente del Rotary club Parma - abbiamo apprezzato tanto la sua voglia di fare, di dire la sua in una competizione che è il sogno di tanti, il suo desiderio è diventato il nostro desiderio».
«Saremo al fianco di Francesco Canali - spiega Ferdinando Guareschi - mettendo a disposizione una carrozzina più leggera, più facile da spingere per "correre" la maratona». «Il tarlo fisso di un podista è quello di fare il grande passo, di correre la maratona - racconta Francesco Canali -. Io mi stavo preparando, poi all’improvviso è comparsa questa malattia, la Sclerosi laterale amiotrofica». I medici sanno ancora poco della Sla e delle possibili cure. E' una patologia rara e anche per questo la ricerca non procede a grandi passi.
«Dopo che ho saputo ufficialmente di avere questa malattia mi sono detto: chiudo una vita e ne ricomincio un’altra. Io sono una persona che non molla mai: un pò per il carattere, un pò per avere fatto sport per tanti anni. E mi sono detto: perché non correre lo stesso una maratona?». Il primo tifoso di questa impresa è stato il presidente nazionale dell’Aisla, Mario Melazzini, l’associazione nata per aiutare i malati di Sla e i loro familiari. «Già si fa fatica a correre 42 chilometri da soli, spingendo una carrozzina ancora di più. Ma i miei amici si stanno allenando con impegno» - assicura Francesco. I podisti del «progetto maratona» sono suoi amici di vecchia data: Andrea Fanfoni, Gianfranco Beltrami, Claudio Rinaldi e Gianluca Manghi. Sono coordinati da Paolo Gandolfi, presidente del comitato nato per il sogno di Francesco. «Ci stiamo allenando, sappiamo che avremo l’aiuto di tutta la città - dicono in coro quelli della "squadra" di Francesco -. Tutta la città ci spingerà per portare a compimento questo grande sogno».