L'amore tra Parma e la Sierra Leone passa attraverso i padri Saveriani
Nella casa dei Saveriani di Makeni si parla spesso di Colorno, di Collecchio, della parrocchia del Sacro Cuore, di Valera, di Vicofertile, del Battistero e della Cattedrale. I Missionari che vivono in questo spicchio di Africa hanno passato almeno una parte della loro vita nella nostra città. Il loro ordine è stato fondato dal Vescovo beato Guido Maria Conforti che ha voluto a Parma la Casa Madre. Da noi i missionari hanno passato una fetta della loro vita studiando teologia e preparandosi per il sacerdozio. Ognuno di loro ha frequentato le parrocchie della città e della provincia. Anni giovanili, anni indimenticabili. Ma ora il cuore di dei «padri» è legato di un amore esclusivo alla Sierra Leone. Come lo era il cuore di Monsignor Augusto Azzolini, Saveriano di Roccabianca, pioniere della missione di Makeni, di cui è stato il primo vescovo. Tornato in Italia nel 1987 al compimento del settantacinquesimo anno di età, espresse ai confratelli e ai familiari il desiderio di essere seppellito nel giardino che circonda la cattedrale di Makeni. Ed ora la sua tomba viene accarezzata ogni giorno dai dolci profumi tropicali. Allo stesso modo vogliono essere sepelliti in questa terra quasi tutti i missionari saveriani.
Nella piantagione di palme della missione, c'è un piccolo angolo di prato esposto ad est. Il primo, all'alba, ad essere baciato dalla luce rosa del sole africano. Qui i «padri» hanno voluto il loro cimitero, perché nessuno di loro sa rinunciare al profumo del mango, alle notti chiare dei tropici, a una terra e a una popolazione, che sanno farsi amare come pochi.
Parma, però, resta una presenza costante. Anche in un Paese senza rete elettrica e senza rete telefonica fissa, i contatti con la casa madre sono quotidiani, grazie alla magia di Internet satellitare e dei generatori. Costanti sono anche i contatti con gli «Amici della Sierra Leone» di Parma, sempre disponibili a valutare e sponsorizzare i progetti che arrivano dalla missione di Makeni. Che si tratti di una scuola, di un pozzo, di un'aula di università, di un aiuto per l'ospedale, di un pick up per affrontare le piste rosse e le foreste africane.
Inserisci il tuo commento