E' guerra dell'opposizione sulla nuova Ghiaia. Giorgio Pagliari (Pd), Marco Ablondi (Prc), Maria Teresa Guarneri (Altra politica), Gabriella Biacchi (Italia dei Valori) hanno scritto un documento in cui spiegano che il progetto trasformerà la piazza "in qualcosa di totalmente diverso da quello che era prima, con il conseguente stravolgimento della sua funzione tradizionale, sia con riferimento al destino della rete di imprese commerciali presenti prima dell'avvio dei lavori"
"Il fatto che oggi tutto ciò confermi che gli orientamenti delle opposizioni fossero tutto tranne che pregiudiziali e che tali caratteristiche rivestissero, invece, le 'difese d'ufficio' del progetto da parte della Giunta Comunale, non 'consola', né induce a tacere - si continua nella nota -. Appare gravissimo e inaccettabile, in particolare, che: a) non si è garantita a tutte le imprese prima insediate, indipendentemente dalla categoria merceologica, di poter tornare in Piazza Ghiaia; b) per le imprese prima allocate nei box demoliti, sia prevista, ancora oggi con tempi da definire, la sola possibilità della riallocazione in via Romagnosi (cosidetta "piccola Ghiaia") con esclusione aprioristica della ricollocazione nella piazza storica; c) per le imprese, che possono ambire a ritornare in Piazza Ghiaia, sia imposto non solo l'onere del reinsediamento, ma anche quello, a pena di inibizione del reingresso, di entrare in un consorzio, sostanzialmente costitutivo di un centro commerciale, con oneri aggiuntivi".
"Gli scriventi - si prosegue - non intendono, in alcun modo, avallare questo epilogo di una vicenda disgraziata, che la Giunta Comunale ha - ancora - il dovere di concludere nel modo più equilibrato e attento anche alle legittime aspettative degli operatori prima insediati, a nulla rilevando né la loro entità numerica, né la dimensione delle loro aziende, e nemmeno la nazionalità dei titolari delle stesse. I danni causati dall'operazione di Piazza Ghiaia sono già incalcolabili per gli operatori della Ghiaia, per quelli della zona circostante e per la Città, ma l'evoluzione prevista aggiungerebbe danni ancora più gravi, accentuando la responsabilità del Comune. I contorni dell'operazione, così come oggi (finalmente) chiariti, dimostrano infatti che l'operazione, anziché tendere ad una ristrutturazione di Piazza Ghiaia, ha mirato al superamento (=la "cancellazione") della funzione tradizionale di quest'ultima, senza l'attenzione dovuta sia all'immagine della Città, sia al monumento Piazza Ghiaia, sia al sistema economico-imprenditoriale ivi insediato. In ogni caso, tutto può sostenersi (forse!), ma non che il Comune possa abbandonare al proprio destino operatori commerciali, cui con un'operazione unilaterale il Comune stesso modifica la sede di lavoro, senza offrire loro una vera e seria alternativa, e assumendosi la responsabilità della chiusura o del fallimento delle imprese. Gli scriventi richiederanno l'immediata convocazione della competente Commissione consiliare, pur se ritengono che la stessa dovrebbe essere convocata d'iniziativa della presidenza".
IL PD: LA GIUNTA NON MANTIENE GLI IMPEGNI? "Stanno circolando tra i commercianti notizie molto allarmanti che riguardano direttamente tutte le imprese di Piazza Ghiaia, in particolare tutte quelle collocate “provvisoriamente” nei boxes di P.le della Pace. Risulta infatti che ai commercianti dei boxes di P.le della Pace non venga più riconosciuta la prelazione per ritornare nella nuova Ghiaia, una volta terminati i lavori di ricostruzione - si scrive in un documento a firma di Lorenza Dodi, segretario comunale del Pd di Parma - Questo sarebbe un comportamento molto grave, una vera e propria presa in giro, per tutta la città oltrechè un danno irreparabile per le imprese interessate, già colpite nel reddito dal trasferimento e ora messe alla porta, insieme ai loro collaboratori e dipendenti. Pare infatti che spetti al soggetto gestore della struttura la parola finale su chi fare entrare e chi lasciare fuori, quando invece per favorire l’avvio dei lavori venne promesso a tutti che non ci sarebbero stati problemi e che anzi, tutti erano garantiti dal diritto di prelazione, inteso nel senso più ampio: una volta terminati i lavori, tutti sarebbero rientrati.
Il Partito Democratico, da sempre contrario al progetto che ha finito per stravolgere il mercato più antico della città, ancora una volta è costretto a sollecitare pubblicamente la Giunta comunale, il Sindaco Vignali, affinchè chiariscano pubblicamente quelle che per ora sono notizie non ufficiali, mettendo eventualmente riparo a “trucchi” contrattuali che possono compromettere l’occupazione e il futuro di decine di imprese commerciali. Lasciamo infine ai cittadini il giudizio su quanto si sta costruendo in Piazza Ghiaia che appare proprio come l’ennesimo sottoprodotto architettonico di questa Amministrazione".
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