Non si farà più la metropolitana di Parma - Lettori divisi: "Poca lungimiranza", "No, era un'opera inutile"
Il governo ha deciso di revocare i finanziamenti destinati alla metropolitana di Parma. Il provvedimento, che rientrerà nel Decreto incentivi, sarà formalizzato lunedì.
I fondi che erano destinati alla metropolitana saranno invece dirottati su rilevanti opere infrastrutturali per riammodernare i principali porti italiani. Il decreto prevederebbe che lo Stato si facesse carico del pagamento dell'indennizzo al "General contractor", in una misura ancora da definire.
Inoltre, resterebbe anche una somma da destinare al Comune di Parma per altre opere di rilevante interesse pubblico.
Questa la risposta del Contraente generale (ovvero le imprese che si erano aggiudicate l'appalto: Pizzarotti mandataria, Coopsette e CCC mandanti): "Prima di esprimere un parere su quanto anticipato dalla stampa, attendiamo che il testo del decreto venga pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale per valutarne con cognizione di causa la sua portata".
Ma come si è arrivati a questa decisione? In sintesi, non trovando i 70 milioni di euro per concludere il finanziamento dell’opera (ne aveva solo 34) e non essendo, a fronte delle difficoltà che vivono gli enti locali a causa della crisi, il Comune disponibile a mettere i 37 aggiuntivi per il materiale rotabile, lo Stato avrebbe deciso di revocare il finanziamento alla metro di Parma. La bozza del decreto prevederebbe: di utilizzare fino al 50% del finanziamento per il sistema portuale; di sciogliere per via legislativa il contratto con il contraente generale indennizzandolo con una cifra fino all’8% del finanziamento (cosa che solleverebbe il Comune da qualsiasi penale), e di destinare il restante al Comune di Parma per altri progetti.
E in questo modo sulla città di Parma non peserebbe più un mutuo di 96 milioni di euro, che avrebbe comportato il pagamento di una rata annua tra costo dell’ammortmaneto del mutuo e oneri finanziari di circa 6 milioni per i prossimi decenni a partire dal 2010.
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