Gli Edili di Parma: il Comune risponda alle nostre attese
Edilizia, infrastrutture, piani urbanistici. Temi forti e complessi, di ineludibile attualità a Parma perché legati a imminenti interventi di ridisegno della città e alla valutazione di strategie di trasformazione urbana che, in forza del loro impatto economico, sociale e ambientale, determineranno il futuro di questa comunità. Si tratta di argomenti oggi al centro del dibattito politico e dell’attenzione mediatica, sui quali Enrico Schilke, presidente della Sezione Costruttori Edili dell’Unione Parmense degli Industriali, è stato intervistato ieri dalla Gazzetta di Parma.
Presidente Schilke, qual è lo stato di salute dell’edilizia parmense?
«La crisi che ha colpito il settore dell’edilizia a livello nazionale è stata arginata, a Parma e provincia, da una tenuta del comparto favorita dalla presenza di imprese sane, da tempo radicate nel territorio, oltre che da una valida collaborazione con gli enti preposti e con i sindacati confederali di categoria per presidiare la sicurezza nei cantieri, per accrescere la formazione dei lavoratori e vigilare sulla regolarità sia contributiva che fiscale delle imprese qui operanti. A Parma, inoltre, gli enti bilaterali come Cassa Edile e Centro Servizi Edili funzionano molto bene e hanno messo in atto iniziative, sia a favore delle imprese che dei lavoratori, di assoluto rilievo nazionale. A differenza che nel resto del Paese, dove la crisi del settore e dell’indotto si sta significativamente aggravando, Parma ancora tiene. L’evoluzione della congiuntura economica non ci consente tuttavia di eludere le preoccupazioni per il futuro, perché ci sono progetti infrastrutturali e di sviluppo che, a fronte delle risorse disponibili per il settore e in considerazione delle difficoltà delle famiglie, possono produrre effetti negativi sulle imprese e sulla città».
Risulta comunque già avviato un dialogo con le istituzioni del territorio su questi problemi e sulle misure utili per sostenere il comparto.
«Sì, come Sezione Costruttori Edili aderente all’Unione Parmense degli Industriali abbiamo sensibilizzato tutte le istituzioni che su scala locale hanno un ruolo in questo settore, sollecitandole sulla necessità di predisporre rapidamente una serie di interventi che consolidino il comparto ed evitino l’in sorgere di fenomeni di crisi finora contenuti dal nostro sistema. L’Amministrazione comunale di Parma è interlocutore chiave, in quanto è nella città capoluogo che insiste gran parte dell’attività delle imprese edili».
L’esito di tale confronto?
«Rispetto ad analisi e verifiche approfondite sulla situazione del settore abbiamo riscontrato oggettive difficoltà nel comprendere il contenuto e la portata delle istanze espresse dal comparto edile. In particolare nel capoluogo, dove più rilevante è l’attività del settore, il confronto si è accentrato sulle scelte di perequazione connesse all’attuazione del Psc tramite Poc nonché su altri strumenti urbanistici come il Rue, tuttora al centro di discussione».
Sul Rue del Comune di Parma avete fatto ricorso al Tar. Perché?
«Il ricorso è stato presentato dal Direttivo della Sezione Costruttori Edili dell’Unione Parmense degli Industriali in quanto tale posizione corrisponde a una preoccupazione generale della categoria. Si tratta di una preoccupazione condivisa, che si è inteso esprimere con chiarezza e che va naturalmente interpretata come stimolo nei confronti dell’Amministrazione affinché ponga mano con tempestività a un disegno di rilancio del comparto. Obiettivo della categoria è che vengano adottate risposte consone ai problemi del settore e alle proprie legittime aspettative. Al di là delle polemiche giornalistiche, l’Amministrazio ne comunale di Parma ha sempre dimostrato attenzione e apertura al confronto: siamo quindi certi che saprà trovare risposte e soluzioni adeguate alle questioni in campo, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità».
Dottor Schilke, prima lei ha parlato di difficoltà delle famiglie: si riferiva al problema casa? Se sì, quali sono le possibilità d’in tervento in tale ambito?
«In verità, analizzando la realtà di Parma, i contesti su cui intervenire sono diversi, ma quello dell’edilizia abitativa rappresenta certamente una priorità, in funzione della quale vanno ricercate modalità di intervento che mettano a disposizione dei cittadini strumenti efficaci per l’acquisto della casa; ciò va fatto attraverso un aperto confronto col sistema creditizio, affinché eroghi mutui secondo parametri di sostenibilità economica e di durata temporale che possano rispondere ai bisogni delle famiglie e di quanti si inseriscono nel nostro tessuto produttivo provenendo da altri territori, da Paesi extracomunitari così come da altre regioni d’Italia. Certamente un elemento decisivo sarà dato dalle scelte che le varie Amministrazioni effettueranno sulle condizioni generali di esercizio dell’attività edilizia sia abitativa che infrastrutturale. La preoccupazione degli imprenditori del settore edile è che Parma non interrompa quel circuito virtuoso di crescita che ha consentito alla nostra città di raggiungere elevati livelli di qualità della vita. Siamo convinti che un’azione mirata nel campo delle infrastrutture e dell’edilizia abitativa costituisca una componente decisiva per dare risposte alle necessità di fondo dei cittadini.
E’ essenziale, in questa fase, avviare politiche che anticipino la ripresa e sostengano il rilancio del settore edile non solo a favore delle aziende, ma anche e soprattutto a favore della città e di chi la abita».
Allo stato attuale, qual è l’impatto del settore delle costruzioni edili nell’economia parmense?
«Al comparto edile va ascritto il 20% del fatturato delle attività manifatturiere in provincia di Parma, percentuale che sale al 30% con l’indotto. Il fatturato diretto è di 3 miliardi di euro e raddoppia con l’indotto. Le imprese iscritte alla Cassa Edile di Parma sono 1400. Risulta evidente da questi dati che il comparto edile dà un contributo fondamentale alla creazione di benessere sul territorio, ma non va dimenticato che esso svolge anche un’importante funzione di crescita culturale perché rappresenta, attraverso l’attività delle aziende, un imprescindibile punto di riferimento per la vita e lo sviluppo delle professioni: mi riferisco agli ingegneri, agli architetti, ai geometri e a diverse altre categorie di professionisti che producono rilevanti competenze “in loco” e qualificano fortemente la realtà di Parma».
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