Laura Frugoni
Chi conosceva. Dove viveva. Da chi si appoggiava nel suo girovagare randagio di città in città, di marciapiede in marciapiede.
Si cercano tracce lasciate da Dino Curi Huansi, il transessuale argentino di 29 anni trovato nudo e straziato dalle coltellate venerdì mattina in una discarica di strada del Traglione. Ma per chi cerca di dare un volto al suo assassino già soltanto ricostruire la girandola degli spostamenti del trans è come muoversi dentro un labirinto.
Dino era un clandestino, arrivato in Italia nel 2008 e da allora abituato a muoversi nell'ombra, a cambiare aria al minimo sentore di pericolo, appena sentiva il fiato della legge italiana sul collo. Milano, Bergamo e Bologna le città in cui sicuramente aveva gravitato per un pò.
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LE PRIME INDAGINI (27-3) - Il giallo del Traglione resta avvolto in un mistero fittissimo. Ma ora si conosce il nome della vittima: Dino Curi Huansi, di nazionalità argentina, che svolgeva la sua attività di trans soprattutto in Lombardia. Ma soprattutto non ci sono stracce dell'assassino o degli assassini, che potrebbero anche avere agito in un altro luogo e poi "scaricato" il cadavere in una discarica abusiva, nella zona che proprio in questi giorni (il 1° aprile), quattro anni fa, divenne tristemente nota in tutta Itallia come teatro dell'uccisione del piccolo Tommy.
UNA MORTE VIOLENTA - Una ventina di coltellate ha sferrato chi si è avventato su Dino. Quella più profonda - probabilmente il colpo mortale - l'ha colpito al torace, secondo quanto filtra dai primi risultati dell'autopsia sul corpo del transessuale argentino, che si è svolta ieri pomeriggio all'istituto di medicina legale del Maggiore. L'esame autoptico è durato quasi cinque ore (dalle 14,30 alle 19 circa) e avrebbe stabilito il range temporale della morte, tra la mezzanotte e le cinque del mattino. L'autopsia ha anche confermato che il trans era leggermente claudicante: la gamba destra - atrofizzata per una malattia pregressa - era più corta della sinistra. Un corpo martoriato dai tagli: colpito anche in pieno viso, e poi sulle braccia e sulle mani, che dimostrano come avesse disperatamente cercato di difendersi, di parare i colpi del suo assalitore. Sulla fronte un vistoso ematoma, come se durante la colluttazione avesse sbattuto con violenza la testa contro una parete. Fin dal momento del ritrovamento, sotto gli occhi di chi ha scrutato quel povero corpo martoriato tutta la ferocia di questa esecuzione. Il raptus di un cliente «insospettabile», che magari ha reagito con una violenza selvaggia a una mossa falsa del trans? Potrebbe essere: anche se un accanimento del genere contro chi magari ha appena tentato di rubarti il portafogli o il telefonino resta una reazione abnorme anche solo da ipotizzare. Forse il movente di quell'esecuzione spietata era legato a qualcosa di più grave: storie di droga o chissà cos'altro. Il trans argentino è stato ucciso in un posto diverso, e magari lontano, da strada del Traglione. Chi ha scelto di scaricare il cadavere in mezzo ai rifiuti a un paio di metri dalla carreggiata aveva una fretta indiavolata, ma comunque doveva sapere che quello era un «buon posto» per una manovra del genere: neanche un'anima in giro, anche le prostitute che piantonano il Traglione erano andate a dormire. l.f.
LA SCOPERTA DELL'OMICIDIO (26-3) - Un cadavere rinvenuto in strada del Traglione: un omicidio. Per ora si ignorano anche le generalità della vittima. Si tratta di un transessuale, di pelle scura. La vittima era a terra in posizione prona, e il corpo era nudo, gettato in mezzo a una discarica abusiva.
La scena del delitto è vicina a quella tristemente famosa per l'omicidio del piccolo Tommy. Strada del Traglione presenta diversi spiazzi frequentati da prostitute e trans, che si appartano con i clienti nei retrostanti boschetti che separano la strada dal letto del fiume Enza. L'uccisione risalirebbe alla notte o alle prime ore del mattino. Già sono stati effettuati i primi rilievi di polizia scientiifica, e sono scattate le indagini delle forze dell'ordine. Sul posto sono giunti il medico legale Anna Guareschi e il magistrato di turno, Francesco Giliotti. Il corpo del trans, dall’età apparente di 30 anni, aveva molte ferite da taglio al collo, al viso e alle braccia, che farebbero pensare ad un disperato tentativo di difendersi. A ritrovare il cadavere,senza documenti, completamente nudo, è stata una pattuglia della polizia provinciale che stavatransitando nella zona e che ha notato il trans, riverso sulselciato, in prossimità di una discarica abusiva di materiale inerte.
I primi accertamenti farebbero risalire il decesso a non più di dodici ore prima. Sono in corso gli accertamenti per l’identificazione dell’uomo, che presenta la gamba destra atrofizzata, probabilmente a causa di una pregressa poliomielite. Gli inquirenti non escludono che il trans possa essere stato ucciso anche in un luogo diverso da quello del ritrovamento e che possa essere stato poi gettato lungo via del Traglione da un’auto in transito. L’ipotesi sarebbe avvalorata dal fatto che l'area è zona di prostituzione solo per immigrate nigeriane, non per i transessuali.
LA POLIZIA PROVINCIALE: "SEMBRAVA UN MANICHINO" - Ad accorgersi per primi del corpo senza vita del trans ucciso nella notte a Parma sono stati due agenti della polizia provinciale. «Stavamo facendo il nostro consueto giro di pattugliamento della zona, come capita spesso alla mattina, ed abbiamo notato in uno spiazzo a lato della strada, in mezzo ad una discarica, quella sagoma – ha raccontato l'ispettore Maurizio Mobilia – Pensavamo ad un manichino di donna, ma una volta che ci siamo avvicinati abbiamo capito che si trattava di una persona».
«Il corpo era rivolto con il capo verso terra, i capelli coprivano il volto – ha aggiunto il vicecomandante Daniele Ghillani, l’altro agente della polizia provinciale ad avere rinvenuto il corpo – Abbiamo notato i tagli, soprattutto le tante ferite alle braccia, e a quel punto abbiamo chiamato la centrale. Poi sul posto sono arrivati gli agenti della squadra mobile ed il pm Gigliotti».
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