Un lungo corteo per il centro
Il raduno «anti inceneritore», iniziato ieri sera con un dibattito, prosegue oggi con un corteo che, da via Toscana, attraversa gran parte del centro storico della città. Difficile fare numeri, ma la Polizia municipale ha segnalato che alle 17, mentre la testa del corteo era alla fine di viale Fratti, la coda era all'altezza di piazzale Allende.
Massiccia la presenza delle forze dell'ordine, anche se fin qui tutto si è svolto in modo tranquillo, con striscioni, fischietti e slogan (anche un dragone alla testa del corteo, realizzato con oggetti di riciclo). Superlavoro anche per la Polizia municipale, chiamata a disciplinare il traffico e i mezzi pubblici nelle zone di volta in volta interessate dal lungo corteo.
Il corteo vede riuniti a Parma la quasi totalità dei comitati italiani contrari alla costruzione degli inceneritori e dei termovalorizzatori.
'Non bruciamo il futurò è lo slogan della manifestazione, cominciata ieri sera con un dibattito per illustrare le alternative di riciclo e recupero dei rifiuti, e proseguita oggi con diverse iniziative, corteo compreso.
Organizzata dai due comitati locali contrari all’impianto progettato a Ugozzolo dal Comune di Parma, non lontano dagli stabilimenti della Barilla, all’intera manifestazione hanno aderito Federazioni dei Verdi e della Sinistra, Prc, Sel, Movimento di Beppe Grillo, il Popolo Viola, Ya Basta, le associazioni Vas, Wwf, Pax Christi tra le altre. Tanta la gente arrivata da ogni parte d’Italia, anche se le forze dell’ordine non fanno ancora numeri sulla partecipazione. Gli organizzatori segnalano adesioni dalla Puglia, dalla Campania, dal Veneto, dal Piemonte, dalla Lombardia, da altre città dell’Emilia-Romagna e una massiccia presenza di comitati liguri.
Il dibattito di ieri sera
I rifiuti sono una miniera d'oro. «Se recuperiamo materiali come carta, plastica, vetro e alluminio, in una città dalle dimensioni di Parma, che produce 260 mila tonnellate di rifiuti l'anno, si possono guadagnare 20 milioni di euro», afferma con estrema convinzione Rossano Ercolini di Ambientefuturo, nelle primissime battute del convegno organizzato ieri sera alla Camera di Commercio dal Coordinamento corretta gestione rifiuti, per dire «no» alla realizzazione del termovalorizzatore. Ma quali sono le alternative alla combustione o allo stoccaggio dei rifiuti in discarica?
Per prima cosa riusare e riciclare, e poi evitare di utilizzare materiali non riciclabili.
«Dobbiamo creare una sorta di semaforo rosso per gli oggetti che non sono riciclabili o compostabili sostiene Ercolini in quanto sono il prodotto di una cattiva progettazione industriale ».
L'articolo completo sulla Gazzetta di Parma oggi in edicola
Video sula manifestazione di oggi (You Tube)
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