Perde il lavoro e sale su una gru di cinquanta metri
Era rannicchiato con la testa tra le mani, la sua vita in bilico su quella gru a 50 metri d’altezza, il cantiere dell’ex ospedale «Ugolino » illuminato a giorno dalle fotoelettriche dei vigili del fuoco. Questa la scena da brivido che si è parata di fronte a chi ieri sera si è trovato a passare in piazzale Matteotti. E quel groviglio di ponteggi sarebbe potuto diventare il teatro di una tragedia se l’intervento delle forze e dell’ordine e dei famigliari non fosse stato così immediato.
L’allarme è scattato poco dopo le ventuno quando il fratello di un giovane rumeno di 24 anni ha scoperto quello che era successo. Immediatamente sono scattati i soccorsi e in una manciata di minuti le sirene di vigili del fuoco, polizia, carabinieri e automedica della Croce Rossa hanno squarciato il silenzio del quartiere.
Il ragazzo si era arrampicato su una gru a ben 50 metri d’altezza e minacciava di gettarsi di sotto. I primi ad intervenire sul posto sono stati gli uomini di via Chiavari insieme a una pattuglia di Reggio Emilia, militari e poliziotti. E' stato proprio il dirigente della squadra volanti, Roberto Cilona, che insieme al fratello del giovane e a due pompieri si è arrampicato fino in cima riuscendo a convincerlo a non compiere quel folle gesto.
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