11/06/2010 -

Parma


Esclusiva Gazzetta - Alessi, prima intervista dal carcere: "Ho rapito Tommy, ma non l'ho ucciso"

Georgia Azzali

â–  Trascorre le giornate scriven­do, il ladro di bambini. Pagine affollate di parole con caratteri minuti. Lui è Mario Alessi, 49 anni, l'uomo che puntò la pistola alla testa di Tommy. Per l'accusa è anche il mostro che l'ha am­mazzato, ma la Corte d'assise d'appello ha precisato che non è possibile stabilire chi fu l'esecu­tore materiale del delitto. Alessi, però, era lì, in via del Traglione, la sera del 2 marzo di quattro anni fa, insieme a Salvatore Rai­mondi, quando Tommy fu uc­ciso, e per i giudici non può che meritare l'ergastolo. E' in carce­re dal 1° aprile 2006: dopo un breve passaggio in via Burla, è stato per oltre 4 anni a Viterbo e dalla fine di marzo è nel peni­tenziario di Prato. Questa è la prima intervista che concede da quando è stato arrestato, con­segnando le risposte al suo av­vocato, Laura Ferraboschi.

Blindato in cella, da solo, per 22 ore al giorno. Legge, lavora a un nuovo memoriale, e riflette «su tutti gli errori e gli sbagli che ho fatto - dice -, sul male e il dolore che ho causato a tutte quelle persone che non avevano nessuna colpa».

Vorrebbe chiedere perdono alla famiglia di Tommaso?

«So già che da parte della si­gnora Pellinghelli non ci sarà mai perdono, e la capisco per­fettamente, ma ad ogni modo io mi sento di farlo: il minimo che posso fare è chiederle perdono per tutto il male che le abbiamo fatto e che io le ho fatto».

Lei ha sempre sostenuto di non aver ucciso Tommaso, accusan­do Raimondi: ma, ammesso che lei dica la verità, perché non ha impedito al suo complice di am­mazzare il bambino?

«Spero che la mia innocenza venga fuori quanto prima. Una cosa è certa: io non smetterò mai di lottare finché emergerà la ve­rità. Ma come potevo impedire che quel mostro di Salvatore Rai­mondi uccidesse il piccolo Tom­maso, considerando che io mi tro­vavo a circa 200 metri di distanza (sul ciglio della strada per con­trollare che non arrivasse qual­cuno, ndr) da dove ha commesso quello scempio? Solo dopo, quan­do scesi giù verso il letto del fiume, perché lo cercavo, vidi Raimondi che con la sua malvagità colpiva il bambino, ma ormai non potevo fare più nulla, perché era già trop­po tardi: il bambino era morto».

L'intervista completa (che comprende anche nuove accuse a presunti complici nel sequestro del bambino) è sulla Gazzetta di Parma in edicola, che ospita anche l'immediata replica di Paola Pellinghelli: "Non me la sento di perdonare - spiega la mamma di Tommy - e forse non lo farò mai. Spero solo che sconti la sua pena"





ULTIMI COMMENTI

Se la Conserva ha partecipato minimamente al progetto del sequestro (alibi, ecc. ecc.) merita molto di più dei 30 anni. Questo è un concetto che ripeto da almeno tre anni. Però ...
inviato da Carmelo Lavorino il 14/06/2010 alle 12:10
beh troppo comoda per lei se io rispondessi semplicemente si o no. Ok rispondo però fornisco la giustificazione. 1) no, e non mi riguarda anche perchè Raimondi era indagato ...
inviato da Maurizio il 14/06/2010 alle 11:22
Gent. Dott. Balestrazzi, ritengo che Lei come cronista-esperto del caso debba rispondere alle mie domande visto che sono le fondamentali del caso criminale e di cronaca che tratta. ...
inviato da Carmelo Lavorino il 14/06/2010 alle 09:25
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