Il Movimento 5 stelle: Il bilancio partecipativo del Comune? Solo un nome
"Da Edward Bernays sino a Joseph Paul Goebbels, “Ministro della propaganda” del Terzo Reich, l’uso della programmazione neuro linguistica per addomesticare le masse è stata sempre una priorità ed oggi vi sono metodi e strumenti pervasivi sempre più efficaci, spesso mentendo senza alcun pudore - scrive il Movimento Cinque Stelle in una nota stampa - Dunque prima di entrare nel merito della manipolazione messa in opera dalla Giunta comunale di Parma bisogna precisare cosa significa partecipare. Ricordiamoci che la sovranità appartiene al popolo, solo che non lo sa e, pertanto siamo abituati ad una forma degenerata di democrazia rappresentativa. Partecipare significa prendere parte e democrazia significa governo del popolo senza intermediari che possano infastidire il processo deliberativo. Un cittadino che si reca al cinema per vedere un film certamente non partecipa alla realizzazione del film, non è il regista o l’attore, questa è la “partecipazione” offerta dal Comune di Parma. Invece, dove è nato il bilancio partecipativo, a Porto Alegre, dal 1989 i cittadini decidono direttamente come spendere il 25% del bilancio comunale, le proprie tasse, e per arrivare a questo è stata fatta un riforma amministrativa per introdurre il processo deliberativo popolare nello statuto del comune. La Giunta di Parma al pari della propaganda usa le tradizionali consulte e le traveste da “bilancio partecipativo” compiendo una chiara operazione di manipolazione. L’istituto della consulta, come lascia intuire la lingua italiana, è strumento di consultazione popolare e non di democrazia diretta. Il legislatore italiano ha previsto l’introduzione di strumenti di vera democrazia ma nessun partito ha realmente l’intenzione di usarli in maniera efficace. Le ragioni sono ovvie, con strumenti di reale partecipazione popolare partiti, lobby e banchieri perderebbero potere e controllo sui soldi pubblici ed i cittadini comincerebbero a prendere autostima collettiva e credere, giustamente, nelle proprie capacità di auto-governarsi.
A Parma, si lascia usare il referendum per decidere sulle aiuole ma non sull’inceneritore, l’acqua o importanti varianti urbanistiche che spostano o concentrano ingenti somme di denaro nelle mani dei soliti costruttori.
A Porto Alegre le assemblee popolari sono organizzate come plenarie tematiche: ambiente, scuola, cultura, sviluppo economico e turismo, infrastrutture e mobilità urbana lasciando piena autonomia di gestione ai cittadini senza l’intermediazione di rappresentanti eletti come i Consiglieri di quartiere appartenenti ad un partito politico. Prima di iniziare i cittadini conoscono già la parte di bilancio economico destinato al processo deliberativo popolare. Il processo di Porto Alegre è totalmente diverso dal sedicente bilancio partecipativo di Parma, innanzitutto i cittadini accedono a tutti i livelli di conoscenza e di informazione che riguarda il passato economico del comune e cioè il piano pluriennale dei lavori pubblici, leggibile e consultabile on-line e su carta, l’intero processo dura quasi 12 mesi. I cittadini hanno la possibilità di dialogare direttamente con un apposito ufficio del sindaco, senza intermediari. A Porto Alegre sono i cittadini che disegnano il piano urbanistico, scelgono le priorità, dettano l’agenda politica e, dipendenti eletti, tecnici del comune eseguano quanto prescritto dal popolo sovrano. Invece a Parma, come in tutta Italia, piani urbanistici e varianti rappresentano la volontà dell’élite per l’élite, altro che democrazia è la solita oligarchia figlia degli interessi di pochi per rubare ai molti quelle poche risorse che rimangono da sfruttare.
Quello che bisogna sapere in definitiva è che l’intero processo deliberativo non è filtrato da persone vicine al potere ed è costantemente controllato da portavoce del popolo che non sono rappresentanti eletti cioè soggetti legati a doppio filo dai partiti, ma stiamo parlando di organizzazioni spontanee, singoli cittadini, liberi e non condizionati che possono riferire in ambiti pubblici le eventuali scorrettezze e manipolazioni intentate dal potere. Infatti quando il processo deliberativo è genuinamente trasparente chiunque può aiutare e concretamente sostenere le priorità emerse dal basso, ma per farlo le regole, il metodo ed il processo deve essere gestito dal popolo e non da figure dei partiti o del governo locale".
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