18/07/2010 -

Parma


La nuova sede sarò uno scrigno di tecnologia

La nuova Dallara nasce nel cuore della leggenda americana:   a Indianapolis, capitale dello stato dell'Indiana, città simbolo dell'automobilismo mondiale e sede di una corsa, la 500 Miglia, che festeggerà nel 2011 la centesima edizione. Nasce a tre minuti di cammino dal mitico autodromo «Indianapolis motor Speedway», il più grande contenitore di avvenimenti sportivi del mondo. Capacità: poco meno di 300 mila spettatori. E ogni volta che si corre la 500 Miglia il catino si riempie fino all'orlo.
Un circuito «sacro»
Lo Speedway ospita, oltre alla 500 Miglia, una prova del moto GP, la più importante gara del circuito Nascar, la «400 Miglia», ed ha ospitato fino al 2008, il Gran Premio di Formula 1. Un tempio per chi ama le macchine da corsa. Gli «innamorati» lo chiamano anche Brickyard (Yard di mattoni) perché un tempo la pista era costruita in mattoni. Quando si decise di passare all'asfalto, si conservò una strisce larga come tutta la pista e lunga un yard (90 centimetri circa).  Ovviamente i 3 milioni e 200 mila parallelepipedi divelti dal terreno non sono stati buttati via ma, in puro stile americano, vengono ancora oggi venduti agli appassionati di memorabilia.
La Hall of fame
A fianco dell'autodromo, un museo capace di  attrarre una media di 2 milioni e 500 mila visitatori all'anno: la «Hall of fame», che raccoglie un'infinità di macchine da corsa e cimeli storici legati alla 500 Miglia, ai gran premi di Formula 1 e ad ogni genere di competizione a motore. E' il secondo tra gli spazi espositivi più visitati degli Stati Uniti. Tutto questo appartiene a una sola famiglia, gli Hulman George,   padrona dell'intero campionato Indy. Una famiglia con una storia travagliata, ricca di scontri e di litigi. Di recente è uscito  dalla gestione del business su quattro ruote Tony George, l'uomo che nel 1997 ha fondato la Indy racing League. 
 Si tratta di una competizione che si snoda su   una ventina di gare divise tra Stati Uniti, Canada. Brasile e Giappone. Le corse si fanno sia sull'ovale, come piace tanto agli americani, che sui circuiti cittadini e quelli stradali, in modo da fare emergere la versatilità dei piloti.
Rivoluzione in fabbrica
 La nuova Dallara sorgerà proprio nel quartiere di Speedway, a un tiro di schioppo da autodromo e Hall of Fame. La sede avrà una dimensione di 9000 metri quadrati e darà lavoro a 110 dipendenti. Dieci arriveranno dall'Italia e si alterneranno nel tempo. La struttura costerà attorno ai 12 milioni di dollari e in parte sarà finanziata dallo Stato dell'Indiana e da enti del territorio. «Sarà una struttura molto innovativa - spiega Andrea Pontremoli, amministratore delegato della Dallara Automobili - un vero centro di alta tecnologia. Ci sarà anche un simulatore di guida dalle caratteristiche simili a quello che già abbiamo creato a Varano. E noi vogliamo far nascere un rapporto stabile con le realtà locali. In particolare con le università dell'Indiana cui potremo dare un contributo importante». La nuova sede sarà costruita con criteri molto «americani» sarà visitabile dai fans della Indy curiosi di vedere in diretta la nascità delle auto dei loro campioni e all'interno funzionerà anche un servizio di ristorazione. La speranza è che i visitatori della Hall of fame, terminata la visita del museo, si portino nella fabbrica-vetrina. Così come molti degli spettatori delle gare che di continuo si susseguono allo Speedway. Di certo una città come Indianapolis, che coi suoi 800mila abitanti fa delle corse e del motorismo il fulcro della sua economia, non può che vedere di buon occhio l'arricchimento della propria offerta nel settore. Così come all'azienda nata in Valceno fa piacere recitare su un palcoscenico di questo livello.
 







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